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Lazio-Inter, Conte senza smoking: mistero Eriksen! San Samir, dove sei?

Antonio Conte
Antonio Conte, allenatore dell'Inter

Game, set and match o, per dirla all’italiana, gioco, partita e incontro. All’Olimpico di Roma, la Lazio strapazza l’Inter, ribaltando l’iniziale vantaggio nerazzurro firmato da Ashley Young grazie ai gol di Immobile e Milinkovic-Savic e scavalcando conseguentemente i nerazzurri al secondo posto in classifica.

Una serata da dress code, alla quale la squadra di Antonio Conte si presenta senza smoking, ma con jeans, maglietta e scarpe sportive. Senza badare nemmeno troppo alla scelta di colori e abbinamenti. Un abbigliamento poco consono all’appuntamento forse più importante della stagione, che avrebbe permesso a Lukaku e compagni di tenere il passo della Juventus e di staccare di quattro punti la truppa biancoceleste. Come quando, dopo aver corteggiato per anni la ragazza dei tuoi sogni e aver intascato faticosamente il suo numero di telefono, festeggiando quasi come se avessi conquistato la Coppa del Mondo, decidi di andare a prenderla a casa in sandali e calzini lunghi. Una scelta di stile che può portare verso un’unica direzione: porta in faccia e notte in bianco. E, si sa, con sandali e calzini lunghi, risulta quantomeno difficile giocare a calcio e portare a casa il risultato sperato, a maggior ragione se devi vedertela con una Lazio in palla e ormai consapevole dei propri mezzi.

Lazio-Inter, incrocio da brividi: dal 5 maggio alla sfida Champions

Ronaldo
Ronaldo, ex attaccante dell’Inter

Corsi e ricorsi storici, o forse semplicemente uno scherzo del destino. L’Inter esce battuta dalla sfida con la Lazio e scivola al terzo posto in classifica. Una congiuntura particolare che non può non riportare alla mente dei tifosi nerazzurri l’ormai celebre 5 maggio. Non stiamo parlando dell’opera di manzoniana memoria, ma forse di uno dei momenti più bui della storia della Beneamata. Correva l’anno 2002 e, con una vittoria all’ultima giornata contro una Lazio lontana dalle zone nobili della classifica, l’Inter di Hector Cuper si sarebbe laureata Campione d’Italia, a 13 anni esatti dall’ultimo tricolore. Vieri mette subito la partita in discesa, Poborsky pareggia e Di Biagio ristabilisce le distanze. Poi un errore di Gresko sul finire del primo tempo permette allo stesso Poborsky di firmare la doppietta personale, prima che l’incubo si materializzi nella ripresa con le reti di Simeone e Inzaghi. Una scena drammatica contornata dalla contemporanea vittoria della Juventus a Udine e dalle lacrime di Materazzi e Ronaldo, alla sua ultima stagione in nerazzurro. Un epilogo che sa di tragedia calcistica: altro che la Medea di Euripide o l’Antigone di Sofocle.

Ma “Di 5 maggio ce n’è uno, il 2 maggio ha tutto un altro sapore”, titola così La Gazzetta dello Sport nel 2010. La sfida dell’Olimpico, questa volta, vale il 18° Scudetto della storia dell’Inter, trascinata dalle reti di Samuel e Thiago Motta, che ricacciano la Roma al secondo posto e permettono alla banda di Mourinho di mettere una seria ipoteca sulla vittoria finale. E, dagli spalti, i tifosi biancocelesti esultano con un ironico “Oh nooo”, indirizzato ai malcapitati cugini giallorossi. La seconda tappa verso uno storico Triplete, completato dalla vittoria della Coppa Italia e dalla conquista della Champions League, a Madrid contro il Bayern Monaco.

Dalla lotta Scudetto alla più recente sfida per la Champions. Si decide, come da copione, tutto all’ultima giornata. L’Inter ha un solo risultato a disposizione per qualificarsi alla massima competizione continentale, la vittoria, ma è la Lazio a dominare, soprattutto la prima frazione di gioco. Alla fine, però, sono i nerazzurri a trionfare al termine di una partita al cardiopalma, decisa dal rigore procurato da De Vrij e trasformato da Icardi e dall’incornata di Vecino. Quattro minuti che cambiano una stagione intera e che, ancora una volta, valgono alla squadra meneghina l’epiteto di “Pazza Inter”.

Young illude, Milinkovic-Savic firma la rimonta biancoceleste

Young
Young, terzino dell’Inter

“Nessun rimpianto, nessun rimorso”, parola d’ordine degli 883 e di Antonio Conte, che ha plasmato la sua Inter proprio su questo mantra. Lo Scudetto non ha mai rappresentato, nel corso di questa stagione, una priorità per i nerazzurri, ma al massimo una opportunità da cogliere in corso d’opera, approfittando delle defaillance di una Juventus distratta e non ancora allineata alle disposizioni tattiche di Maurizio Sarri e arrivando a maggio senza, appunto, il rimorso di non averci nemmeno provato. I nerazzurri, al contrario, sono usciti dall’Olimpico coltivando il più grande dei rimpianti, ovvero quello di non aver sfruttato la possibilità di arrivare, tra due settimane, allo scontro diretto con la Juventus, a pari punti.

Un peccato capitale, reso difficilmente espiabile dall’iniziale vantaggio di Ashley Young, sorprendentemente l’acquisto più azzeccato della sessione invernale di calciomercato. Con il senno del poi e, analizzando attentamente i fotogrammi della partita, un episodio isolato, che avrebbe potuto e dovuto rappresentare un colpo da k.o. e che, invece, ha moltiplicato le illusioni del popolo interista e le energie dell’avversario.

L’Inter rientra in campo, nel secondo tempo, come un adolescente in preda ad una tempesta ormonale, disorientato dal desiderio e accecato da una quantità sterminata di sensazioni primordiali. Sintomi: vista annebbiata, pensieri alla rinfusa, calo di concentrazione e particelle olfattive pronte a captare ogni minimo odore o fragranza per individuare, scovare e assaltare la preda. Rimedi: in questa sede ne ometteremo la descrizione. Rivolgersi al proprio medico di fiducia per ulteriori informazioni. Eppure l’Inter non è un’adolescente, come dimostrano i suoi quasi 112 anni di storia. Le fattezze di un centenario e l’esperienza di una debuttante, però, contraddistinguono un secondo tempo da fiera dell’orrore che, complici le sviste in successione della difesa nerazzurra (Skriniar e Padelli su tutti ndr), permette alla Lazio di pareggiare i conti con il rigore di Immobile e trovare il gol vittoria con Milinkovic-Savic, mattatore assoluto della sfida dell’Olimpico.

Inter, quanto manca Handanovic?

Samir Handanovic
Samir Handanovic, portiere dell’Inter

Non capisci davvero il valore di una cosa o di una persona finquando non la perdi. E i tifosi dell’Inter, in queste ultime giornate, si sono accorti a caro prezzo dell’importanza di Samir Handanovic nell’economia del gioco nerazzurro. Ingeneroso il paragone con Daniele Padelli, che Conte ha dovuto ripescare dalla naftalina proprio per sostituire la saracinesca slovena, vittima di un infortunio al mignolo della mano sinistra. Risultato: se potessero, i supporters della Beneamata si dirigerebbero seduta stante al Comune per convincere il sindaco ad erigere una statua di San Samir al centro di Piazza del Duomo, proprio accanto alla Madonnina che veglia dall’alto su Milano. Contro Milan, Napoli e Lazio la seconda miglior difesa del campionato, quella nerazzurra, ha subito la bellezza di cinque reti e non saremmo onesti intellettualmente se non sottolineassimo che in un buon 70% dei gol degli avversari si può intravedere proprio lo zampino di Padelli, impreciso tra i pali e disastroso sulle palle alte.

Non è un’accusa nei confronti dell’ex Torino, che non gioca con continuità da tempo immemore, ma forse una tirata d’orecchie alla società, che ha trascurato l’ipotesi di completare la rosa con un secondo portiere all’altezza, posteggiando incautamente Radu sulla panchina del Parma. Per carità, ragionare col senno del poi è semplice per tutti, ma quando si gioca per vincere anche i dettagli possono fare la differenza. Come al sugo manca la sua “scarpetta” o come al pane manca la nutella, allo stesso modo all’Inter manca Handanovic: capitano, punto di riferimento e leader silenzioso. Perché se è vero che, dall’esterno, l’ex Udinese può anche non sembrare un gran chiaccherone, in campo la sua presenza si sente eccome, a livello prestazionale e, soprattutto, motivazionale.

Lazio-Inter, la partita secondo Conte: questa volta il tecnico non incide

Eriksen o non Eriksen, questo è il problema. Dal suo approdo in nerazzurro, il danese ha collezionato spezzoni di partita, partendo nell’undici titolare soltanto contro l’Udinese. E’ vero, l’ex Tottenham deve ancora completare un necessario quanto naturale percorso di ambientamento e di apprendimento che lo porterà, a breve, ad imporsi anche all’ombra del Duomo. Ma è altrettanto vero che il classe ’92 rappresenta la più preziosa delle risorse per Antonio Conte, che ne ha ritardato inspiegabilmente l’ingresso in campo anche contro la Lazio. Dopo il gol di Milinkovic-Savic, tutti i tifosi dell’Inter, seduti sugli spalti o comodamente sul divano di casa, avranno invocato sicuramente a gran voce l’inserimento del centrocampista e di Sanchez; il tecnico salentino, invece, ha optato per Moses.

E ancora più inspiegabile è stata la scelta di mandare anticipatamente negli spogliatoi Brozovic, tra i più propositivi, per fare entrare Eriksen nella posizione di vertice basso, dalla quale le potenzialità offensive del danese diventano difficilmente sfruttabili. L’ultima annotazione tattica riguarda Milan Skriniar, irriconoscibile come centrale di sinistra della difesa a tre. Con Bastoni in campo, lo slovacco ha la possibilità di scivolare sulla corsia opposta e, forse, è anche per questo che, spesso e volentieri, Conte preferisce proprio il difensore italiano al più esperto Godin. In determinati casi, sarebbe consigliabile abbandonare addirittura l’integralismo tattico che ha contraddistinto l’ex tecnico della Juventus finora per affidarsi ad uno schieramento difensivo a quattro e ad un centrocampo a rombo, forse il miglior sistema per esaltare le qualità e le caratteristiche di tutti gli elementi di spicco della rosa nerazzurra. Ma, cosa più importante, sarebbe opportuno non dimenticarsi di affittare lo smoking prima di una serata di gala, perché come abbiamo già visto si rischia seriamente di andare in bianco. A decidere il dress code, ora, sono Juventus e Lazio.

Calciomercato Inter, continua il sogno: Messi si può fare

Lionel Messi
Lionel Messi, attaccante del Barcellona

Inter, Messi più di un sogno: parte l’assalto di Suning

Negli scorsi giorni si è parlato tanto di un possibile arrivo di Lionel Messi all’Inter. Tra i vari scetticismi, La Gazzetta dello Sport ha parlato con estremo ottimismo di un possibile passaggio della “Pulce” alla corte nerazzurra. I tifosi interisti starebbero già sognando, anche perché diversi giornalisti hanno seguito l’onda, considerando credibile una tale opzione. Nelle ultime ore anche Il Giornale si sarebbe unito al coro, ritenendo l’operazione Messi-Inter fattibile soprattutto per l’impatto che avrebbe sulla società meneghina a livello di business. La Juventus ha fatto capire, con l’acquisto di Cristiano Ronaldo, come poi sia rientrata dalle spese attraverso il marketing e l’Inter vorrebbe fare lo stesso acquistando l’attaccante originario di Rosario.

Calciomercato Inter, Messi in nerazzurro: quanto cuore ha Suning?

Nelle scorse ore Il Giornale ha sganciato una nuova bomba sul tema Messi-Inter. Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’affare potrebbe davvero concretizzarsi. Ecco quanto scritto oggi: “Suning ha fatto capire a più riprese di non aver problemi a spendere, ma di volerlo fare solo in modo adeguato. I cinesi sono arrivati con una idea di business: e Messi sarebbe ideale per i sogni affaristici, poi per quelli di gloria. L’ingaggio di Conte fa parte degli affari, quello di Messi completerebbe l’opera e, sicuramente, l’Inter ha provato a tastare il terreno. Ma c’è un problema: i parametri di Suning non ammettono deviazioni dal computo incassi-spese: come dimostrato anche dal mercato di gennaio. Si parla di ambizioni ed affari, poi si pensa al cuore. Moratti prima pensava al cuore. Messi sarebbe un affare da cuore tifoso: non un affare. Quanto è grande il cuore di Suning?“.

I tifosi dell’Inter non vorrebbero svegliarsi da questo sogno, che sembrerebbe essere ancora una mera utopia. Senza ombra di dubbio un colpo come quello di Messi farebbe fare un nuovo salto in avanti al calcio italiano dopo l’acquisto di Ronaldo attuato dalla Juventus.

Inter, Pandev: “In nerazzurro gli anni migliori della mia carriera. E a gennaio…”

Goran Pandev
Goran Pandev, attaccante del Genoa

Inter, Pandev: “Il gol nel derby? Non lo dimenticherò mai”

Dopo aver segnato il gol decisivo in GenoaCagliari, che ha permesso ai rossoblu di portarsi a soli tre punti dalla zona salvezza, Goran Pandev ha parlato del suo passato all’Inter, senza dimenticare il suo famoso gol che ha marchiato il derby, nel 2010.

Segnare nel derby di Milano non è da tutti, solo alcuni grandi campioni ci sono riusciti e, tra di essi, figura Goran Pandev, che il 24 gennaio del 2010 chiuse la pratica con il gol del 2-0: Il gol nel derby? Dovevo essere sostituito. Mourinho mi ha detto di calciare la punizione, segnare e poi uscire. E’ successo. Non me lo dimenticherò mai”. Successivamente il macedone ha parlato dei rumors di gennaio, secondo i quali sarebbe stato ad un passo dal ritorno in nerazzurro: “Qualcosa c’è stato, ma alla fine sono rimasto. Tutti sanno quanto sia concentrato sul Genoa e credo di averlo dimostrato anche oggi”. 

Inter-Milan, Lukaku: “L’importante era vincere e lo abbiamo fatto”

Romelu Lukaku
Romelu Lukaku, attaccante dell'Inter

Inter-Milan, Lukaku: “Sono qui per aiutare la squadra e vincere”

L’Inter ha vinto il derby di Milano e ha nuovamente dipinto la città di nero e di azzurro, come di consueto negli ultimi anni. Oggi ottenere i tre punti non è stato per niente facile, ma la squadra di Conte è riuscita a ribaltarla nel secondo tempo e a posizionarsi nuovamente in cima alla classifica. Al termine della partita Romelu Lukaku si è concesso ai microfoni di Sky Sport e ha parlato della partita: “Abbiamo fatto un secondo tempo perfetto, nel primo abbiamo lasciato al Milan troppi spazi. Loro hanno giocato bene, complimenti. Sono stati 45 minuti di piena difficoltà. Però nella ripresa ci abbiamo messo un’altra intensità, tutto è girato bene. Sono contento di questa vittoria“.

Successivamente il belga ha parlato proprio del primo tempo e della vittoria: “Non abbiamo giocato male il primo tempo perché abbiamo pensato alla Juve. Nel primo tempo è stata difficile ma nella ripresa tutti hanno visto la mentalità dell’Inter, noi non molliamo mai e giochiamo fino alla fine. Io lavoro per la squadra e aiuto la squadra a vincere. Sono qui per vincere, oggi abbiamo vinto e sono contento. Ora testa al Napoli“. Infine è arrivata una dedica ai tifosi: “Sapevo che questo fosse un campionato difficile. I difensori sono molto forti e segnare non è semplice, però sono stato aiutato tantissimo dai tifosi. Loro mi spingono a fare sempre meglio”.

Inter-Milan, Conte: “Notte speciale, ma è presto per parlare di Scudetto”

Antonio Conte
Antonio Conte, allenatore dell'Inter

Inter-Milan, Conte: “Ora ci aspetta un ciclo di partite toste”

E’ stato un derby straordinario. Il Milan ha dominato il primo tempo e l’Inter è risorta nel secondo, mettendoci anima e cuore e riuscendo a ribaltare un match che sembrava ormai perso. Al termine della partita Conte si è concesso ai microfoni di Sky Sport e ha parlato dei 90 minuti giocati dai suoi ragazzi: E’ stata una notte speciale. Nel primo tempo abbiamo subito come mai in questo campionato. Poi però siamo riusciti a riequilibrarci, abbiamo rialzato la testa. I ragazzi sono riusciti ad assorbire i colpi e a rispondere nel secondo tempo con una grinta ed una tecnica invidiabile”.

Successivamente Conte ha parlato dello Scudetto: “Non dobbiamo lasciarci trasportare dalle emozioni. E’ chiaro che dopo il derby siamo contenti ma per parlare di Scudetto mi sembra presto, prestissimo. Ora ci aspetta un ciclo di partite veramente toste. Prima affronteremo il Napoli in Coppa Italia, poi la Lazio e dovremo far vedere di che pasta siamo fatti. Ci vogliono tempo e pazienza, ma nel frattempo i ragazzi stanno facendo cose fuori dal comune”.

Il tecnico salentino ha continuato parlando dell’intervallo e delle contromisure prese per il secondo tempo: “Abbiamo giocato una seconda frazione perfetta. Fare 4 gol a questo Milan in 45 minuti non è da tutti. Nell’intervallo abbiamo capito i nostri errori e abbiamo evitato di rifarli.  Servono testa, cuore e gambe per ultime: nel secondo tempo abbiamo usato la testa unita al cuore e c’è stata una grande prestazione”. Infine Conte ha chiarito la situazione di Eriksen e ha rivolto un saluto a Mancini: “Christian ha bisogno di tempo. Intanto deve recuperare la condizione fisica e poi fare ciò che chiedo in mezzo al campo non è facile, ci vuole tempo. Young e Moses stanno giocando di più perché tatticamente non è difficile da capire cosa debbano fare. Inoltre Victor ha giocato con me due anni, sa bene cosa voglio da lui. Mancini all’Inter ha dato tanto, sarebbe bellissimo vincere tanto quanto lui con questa società“.

Inter-Milan 4-2, il lampo di Brozovic, la chiusura di Lukaku: Milano è nerazzurra

De Vrij
De Vrij, difensore dell'Inter

Inter-Milan, missione rimonta completata: tre punti e vetta della classifica

Il derby di Milano non ha deluso le aspettative. Il match di stasera è stato un autentico spettacolo. Un 4-2 pirotecnico ha regalato all’Inter i tre punti con la conseguente conquista della vetta, che per ora è ancora da spartire con la Juventus. Il Milan questa sera ha fatto esattamente quello che tutti si sarebbero immaginati: ha colmato il gap con i nerazzurri. I rossoneri hanno approcciato il match perfettamente e sono passati in vantaggio prima con Rebic e poi hanno raddoppiato con Ibrahimovic, poco prima dell’intervallo.

La squadra di Conte è stata completamente schiacciata e ha subito la fisicità dello svedese, che è stato bravo a smarcarsi in entrambe le occasioni da gol. Godin e Skriniar questa sera non sono stati perfetti mentre De Vrij, nonostante i due gol subiti, è stato un vero muro, un pilastro nella difesa meneghina.

Inter-Milan 4-2, un secondo tempo da leoni

Dopo un primo tempo da incubo l’Inter è scesa in campo con la voglia di ribaltarla e ci è riuscita soprattutto grazie al jolly pescato da Marcelo Brozovic. Il croato già nella scorsa partita è stato determinante e questa sera ha ruggito, sparando una voleè mancina che si è insaccata nell’angolo alla destra di Donnarumma. Subito dopo è arrivato anche il gol di Vecino, che ha immediatamente rimesso le cose a posto. Il Milan non è più riuscito a reagire, mentre l’Inter è riuscita a cavalcare l’onda dell’entusiasmo, sfruttandola per trovare il 3-2 con la girata pazzesca di Stefan De Vrij.

L’olandese è stato quindi determinante in difesa ma anche in proiezione offensiva, grazie a questo splendido colpo di testa. Nel finale Ibrahimovic ha impensierito nuovamente i nerazzurri con un colpo di testa da pochi passi che si è stampato sul palo, ma poi è stato Lukaku a chiuderla con un’imbeccata. Maglietta numero 9 appesa alla bandierina e scagliata sul terreno di San Siro. Milano è nerazzurra, ancora una volta.

Inter-Milan, le formazioni ufficiali: Conte sorprende tutti

Alexis Sanchez
Alexis Sanchez, attaccante dell'Inter

Inter-Milan, le formazioni ufficiali del derby

Manca meno di un’ora al fischio d’inizio di Inter-Milan, derby valevole per la 23° giornata di Serie A. Antonio Conte sorprende tutti, schierando nell’undici titolare, al posto dello squalificato Lautaro Martinez, Alexis Sanchez. Inizialmente in panchina, invece, il fiore all’occhiello della campagna acquisti dei nerazzurri Christian Eriksen. Altra sorpresa in difesa, dove accanto a Skriniar e De Vrij agirà Godin e non D’Ambrosio. Per il resto tutto come da pronostico, con Padelli tra i pali e Candreva al posto di Moses sulla fascia destra.

Ecco le formazioni ufficiali:

INTER (3-5-2): Padelli, Godin, De Vrij, Skriniar, Candreva, Vecino, Brozovic, Barella, Young, Lukaku, Sanchez

MILAN (4-4-2): Donnarumma, Conti, Kjaer, Romagnoli, Hernandez, Castillejo Kessie, Bennacer, Rebic, Calhanoglu, Ibrahimovic

Inter-Milan, le probabili formazioni: sorpresa Eriksen e novità in difesa

Christian Eriksen
Christian Eriksen, centrocampista dell'Inter

Inter-Milan, Conte lancia Eriksen nell’undici titolare

Derby decisivo in chiave Scudetto per l’Inter di Antonio Conte. Contro il Milan servono tre punti per approfittare del passo falso della Juventus e agganciare i bianconeri in testa alla classifica di Serie A. I nerazzurri dovrebbero presentarsi in campo senza Samir Handanovic, ancora alle prese con un problema al mignolo. Al suo posto ci sarà Padelli, che ha ben figurato contro l’Udinese, mantenendo inviolata la porta della compagine meneghina.

Novità importanti in difesa, dove al posto dello squalificato Bastoni non dovrebbe esserci Godin, bensì D’Ambrosio, che andrà ad affiancare gli insostituibili Skriniar e De Vrij. Sulle corsie esterne dovrebbero agire il nuovo acquisto Young e Candreva, preferito a Moses, mentre a centrocampo spazio a Barella, Vecino e Brozovic. Confermate, infine, le indiscrezioni che vedrebbero Eriksen favorito su Sanchez, pronto ad entrare a partita in corso nel caso in cui la partita non dovesse incanalarsi sui giusti binari.

Hesgoal Inter Milan streaming gratis: dove vedere la partita

Inter Milan
Inter Milan hesgoal streaming gratis e diretta tv

Dove vedere Inter Milan in streaming gratis e diretta tv

INTER MILAN STREAMING – Questa sera, alle 20.45, è in programma Inter Milan, big match della 23° giornata di Serie A. Un derby che potrebbe rappresentare un’occasione d’oro per nerazzurri e rossoneri, in corsa per i rispettivi obiettivi stagionali. La squadra di Antonio Conte non può pemettersi di perdere ulteriore terreno dal primo posto in classifica, occupato saldamente dalla Juventus; gli uomini di Stefano Pioli, invece, inseguono un sogno quasi impossibile, quello di agguantare il quarto posto in classifica, distante per il momento 10 punti.

L’Inter vuole dare continuità alla vittoria di Udine, che ha riportato i tre punti a Milano dopo tre pareggi consecutivi. Il Milan, d’altro canto, sta attraversando un buon momento, nonostante l’1-1 ottenuto, nell’ultimo turno di campionato, contro il Verona. Ecco dove vedere Inter Milan in streaming gratis e diretta tv.



Inter Milan, le probabili formazioni del derby

INTER (3-5-1-1): Padelli; Godin, De Vrij, Skriniar; Candreva, Barella, Brozovic, Vecino, Young; Eriksen, Lukaku. ALLENATORE: Antonio Conte

MILAN (4-4-1-1): G. Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Theo Hernández; Castillejo, Kessié, Bennacer, Bonaventura; Calhanoglu; Ibrahimovic. ALLENATORE: Stefano Pioli

Inter Milan streaming gratis: dove vederla in tv e online

INTER MILAN HESGOAL – Inter Milan sarà visibile, a partire dalle 20.45, in diretta e in esclusiva su Sky. Potrete seguire il big match della 23° giornata di Serie A su Sky Sport Uno (canale 201), Sky Sport Serie A (canale 202) e Sky Sport (canale 251). In streaming, invece, gli abbonati avranno la possibilità di utilizzare l’app di Skygo attraverso pc, smartphone o tablet.



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Calciomercato Inter, Lautaro ha deciso: lo aspetta il Barcellona di Messi

Lautaro Martinez
Lautaro Martinez, attaccante dell'Inter

Inter, Lautaro trascinatore: ma in estate sarà addio

L’Inter quest’anno ha un unico ed ambizioso obiettivo, vincere lo Scudetto. Fino all’anno scorso puntare ad un traguardo del genere sembrava impossibile ma gli innesti sono arrivati e l’allenatore è uno dei top a livello mondiale. Ora i nerazzurri sono a meno tre punti dalla Juventus, quindi sono ampiamente in corsa per il titolo e questo lo devono in particolare a Lukaku e Lautaro Martinez, i due bomber da sogno di Antonio Conte.

Calciomercato Inter, Lautaro andrà al Barça: è tutto deciso

In questa prima parte di stagione l’Inter ha ricevuto diverse offerte per cedere Lautaro Martinez, tutte rispedite al mittente. I nerazzurri non vorrebbero vendere i propri gioielli, anzi. Vorrebbero valorizzarli e conservarli, per puntare a traguardi sempre più importanti. Perciò in questi mesi la società e l’argentino hanno rifiutato tutte le offerte provenienti dall’estero, compresa quella del Barcellona. Oggi però ESPN ha sganciato la bomba: secondo gli esperti dell’emittente inglese Lautaro Martinez avrebbe già accettato personalmente l’offerta dei catalani e sarebbe pronto a partire nel corso della prossima estate. L’argentino avrebbe preso questa decisione per coronare il proprio sogno: quello di giocare con il suo idolo, Lionel Messi.

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