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Serie A

Inter-Milan, Derby della Madonnina: capitolo 228

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Lukaku vs Ibrahimovic, Milan Inter

Il primo Derby milanese della storia si disputò il 10 gennaio 1909 al Campo Milan di Porta Monforte e terminò 3-2 per i rossoneri. Non esisteva ancora la Serie A e la progettazione del Giuseppe Meazza non era nemmeno nei pensieri dei più avveniristici uomini di quel tempo. Da quel primo incontro ne sono stati giocati altri 297. Le gare ufficiali disputate, fino a domani, sono 227. La squadra nerazzurra detiene il primato nelle sfide vinte contro i cugini rossoneri, 83 vittorie contro 77, 67 invece sono stati i pareggi.

Abbraccio Inter
L’Inter batte la Lazio e si prende il primo posto in classifica

Ci sono Derby che il tempo ha cancellato dalla memoria dei tifosi, forse perché ormai troppo distanti nel tempo o forse solo perché poco “leggendari” per imprimersi indelebilmente nel cassetto dei ricordi di ognuno di loro. E poi ci sono loro, quelli eterni, quelli scolpiti nel Tempo. Quei Derby che ogni padre racconta al proprio figlio, di generazione in generazione, narrando le gesta di magnifici uomini che hanno regalato gioie, sogni, dolori al cuore di ogni ultras. E un padre interista ha pianto, in silenzio, tante volte. Dal doppio pareggio europeo, che costò l’eliminazione dalla semifinale di Champions, a tanto così dalla finalissima contro la Juventus, alla clamorosa sconfitta per 6-0. Era la sfida numero 181, la data impossibile da dimenticare l’11 maggio 2001. Quello stesso padre che ha pianto, a testa bassa, ha anche gioito, ha urlato contro il cielo la felicità che solo l’Inter sa dare.

Da Ronaldo a Stankovic, da Josè a Lukaku

Era la stagione 1997-1998, a Milano sponda Inter giocava uno dei giocatori più forti di sempre. Il Fenomeno Luis Nazario de Lima, per tutti semplicemente, magnificamente, Ronaldo. Una gara indimenticabile, tatuata per sempre nel cuore dei tifosi. In tribuna c’era Massimo Moratti, il Presidente tifoso. Non ci fu storia, troppa Inter per quel Milan, dominato sotto tutti i punti di vista. Fisicamente, mentalmente, tatticamente. Il mattatore della sfida fu il Cholo, Diego Pablo Simeone, autore di una doppietta che prepotentemente lo trasformò in uno degli idoli dei tifosi nerazzurri.

Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter
Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter

A quel banchetto non poteva non accomodarsi anche il giocatore più forte del pianeta. Uno strapotere fisico che la difesa milanista non ha potuto contenere. Il suo gol è ancora oggi tra i più belli mai realizzati in un Derby. Assist di Moriero al bacio e pallonetto di esterno destro, in volo, del Fenomeno a scavalcare Rossi. Un gol da cineteca, direbbe un telecronista sportivo, una marcatura che ha resistito al trascorrere delle ere e dei campioni e che anche i tifosi più giovani, così come anche quelli più vetusti, conoscono e ricordano con più affetto e malinconia.

Qualche anno dopo si disputò uno dei match più adrenalinici di sempre. Febbre a 90° scriveva Nick Hornby e la febbre ai tifosi nerazzurri, per quel match al cardiopalma, arrivò davvero. Correva l’anno 2006, il migliore in campo fu Dejan Stankovic e Julio Cesar l’”acchiappasogni”, si trasformò in “acchiappatutto”. La partita si mise subito bene per i nerazzurri. Dopo 17 minuti arrivò il primo gol dell’Inter siglato dal Valdanito Crespo, dopo uno splendido assist di Stankovic. Il serbo realizzò la rete del raddoppio. Una fucilata sotto la traversa che il portiere milanista può solo accompagnare in rete con lo sguardo.

Stankovic, gol al Milan
Stankovic, gol al Milan

E San Siro si trasforma in una bolgia. Due minuti dopo l’inizio della ripresa Ibrahimovic, oggi ex, scaraventa in porta la rete del 3-0. Il Milan ci prova e Seedorf accorcia le distanze. Ma al 69’ Marco Materazzi porta i compagni sul 4-1, incornata vincente su assist di Figo. 4-1 a 20 minuti dal triplice fischio, la rete della sicurezza. Sì, sicurezza, i tifosi dell’Inter hanno imparato, a loro spese, che quella parola non è riportata in nessun vocabolario nerazzurro. L’esultanza di Materazzi non piace al direttore di gara che lo espelle. E comincia l’inferno. I cugini approfittano della superiorità numerica e accorciano con Gilardino. L’Inter trema, ma Julio Cesar compie miracoli a profusione. Kakà riporta il Milan sul 4-3. Ma quella partita Mancini non può perderla e anche in dieci i nerazzurri escono da San Siro con tre punti e con un bel +14 sui cugini in campionato.

Un altro Derby che è rimasto scolpiti nel cuore di tutto il popolo interista è quello della magica stagione 2009/2010. In panca c’era Josè Mourinho, in campo la sua macchina perfetta. Dal primo all’ultimo minuto non ci fu storia, mai. L’Inter dominò il Diavolo per 90 minuti. Thiago Motta aprì le marcature con una azione manovrata, splendida e conclusione di sinistro, a giro, sul palo lontano. È solo l’inizio della fine per i cugini. Follia di Gattuso in area e raddoppio di Diego Milito su rigore che qualche minuto più tardi regala un assist al Colosso Maicon. 3-0 e partita chiusa. Ma non per lui, non per l’uomo derby. Il Drago, Dejan Stankovic, con una sassata da distanza siderale, piazzata sul palo lontano, fa volare il popolo nerazzurro sul 4-0.

Mourinho, ex allenatore dell'I ter
Mourinho, ex allenatore dell’Inter

Sono infinite le gioie che il campo di San Siro ha donato al cuore di ogni tifoso nerazzurro. Il rigore parato di Julio Cesar al connazionale Ronaldinho, in un derby che l’Inter chiuderà in 9 uomini. È il derby dell’applauso polemico di Sneijder, della punizione di Pandev e dell’esultanza sfrenata di Mourinho che ritardò la sostituzione del macedone proprio per quella punizione. E poi il Derby di Stramaccioni, terminato 4-2 dopo essere stati sotto a causa della doppietta di Ibrahimovic. È anche la partita d’addio di Cordoba, dopo 13 anni di Inter e dell’eurogol di Maicon.

Nel bene o nel male ci sono derby giocatori che non si possono dimenticare perché hanno lasciato qualcosa di indelebile, che hanno scritto un pezzettino di storia della Beneamata. Allora non si può non ricordare il Derby di Icardi. 1, 2, 3, una tripletta che regala ai suoi tifosi una felicità quasi anormale. Illusi com’erano di aver trovato un grandissimo campione che li avrebbe condotti alla vittoria in numerose battaglie. Poi invece sappiamo bene com’è finita. Poi c’è il Derby di Lukaku e compagni. Era il 9 febbraio 2020 e furono 90 minuti di emozioni, tanto diverse quanto contrastanti. Il Milan chiuse il primo tempo con il doppio vantaggio firmato Rebic e Ibra (ancora lui) e dimostrando una forza superiore a quella dell’Inter.

Lukaku, attaccante dell'Inter
Lukaku, attaccante dell’Inter (@imagephotoagency)

Ma poi la squadra che Antonio Conte rimanda in campo dopo l’intervallo ha una marcia in più, una fame mai vista prima, che non lascia scampo agli avversari. Brozovic e Vecino riportano il risultato sul momentaneo 2-2. Il 3-2 è il risultato di una magnifica torsione di de Vrij e al 92’ Romelu Lukaku siglò il 4-2 che regalò ai nerazzurri la vetta della classifica, raggiungendo al primo posto i bianconeri. Potremmo passare intere ore a ricordare ogni derby giocato, ogni gol realizzato, a riproporre nella nostra mente tutte le volte che abbiamo esultato e pianto. Il Derby di domani pomeriggio sarà un po’ simile a quelli del passato, ci terrà incollati al televisore come hanno fatto tutti gli altri, immaginando di essere dentro la scala del calcio, ad urlare ed incitare i nostri colori preferiti.

Avrà anche un sapore diverso dagli altri, un profumo di scudetto che i tifosi interisti vogliono continuare a sentire fino alla fine del campionato. Uscire dal Giuseppe Meazza in San Siro con i tre punti, è un obiettivo che Conte vuole e deve assolutamente raggiungere. Senza coppe e senza nessun altro appuntamento oltre il campionato vincere diventa un obbligo, per riportare il tricolore ai tifosi nerazzurri. Gli elementi per iscrivere il prossimo Derby nei libri di storia ci sono tutti. Ci sono derby che inizi da terzino e finisci da Colosso, ci sono derby che cambiano la vita di giovani promesse, ci sono derby in cui oltre ai cugini sfidi i fratelli, ci sono derby che dimentichi subito, altri che ricorderai per sempre, ci sono derby in cui non difendi solo una porta ma un”intera città. E poi c’è il derby più importante: il prossimo”. Inter Media House accende la sfida scudetto con il Milan.

1 Comment

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  1. Francesco Nieri

    20/02/2021 13:24 at 1:24 pm

    Io sono Francesco nieri e sono tifoso del Inter
    Vorrei che arbitro a mettere il catelino rosso a Ibrahimovic ha detto una offesa a Lucako Voodoo perché Ibrahimovic era ex Inter con suoi compagni che ha finito lo scudetto

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Inter, contro il Verona riposo per Eriksen: in due scalpitano per il suo posto

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Stefano Sensi, centrocampista dell'Inter

Dopo i due pareggi consecutivi nelle trasferte di Napoli e La Spezia, l’Inter si prepara ad ospitare l’Hellas Verona a San Siro. Domenica alle 15, i nerazzurri vorranno conquistare la vittoria per chiudere al più presto il discorso scudetto. Con il pareggio di ieri dell’Atalanta in casa della Roma per 1-1, alla squadra di Conte bastano otto punti per raggiungere il traguardo. E i nerazzurri, nella gara contro la formazione di Juric, cercheranno di velocizzare il conto alla rovescia nella prima sfida utile delle sei restanti.

Riposo per Eriksen? Sensi e Vecino scaldano i motori

Come riporta il Corriere dello Sport, alla ripresa degli allenamenti di ieri, hanno ancora lavorato a parte Arturo Vidal e Aleksandar Kolarov, i quali con ogni probabilità saranno ancora assenti, saltando anche la gara contro i gialloblu di Ivan Juric. Secondo il quotidiano romano, oggi inizieranno le prove tattiche e dunque di formazione. Per il Corriere potrebbe esserci un turno di riposo per Christian Eriksen, apparso un po’ stanco nelle ultime partite. Per prendere il suo posto sarebbero in due scalpitare: Stefano Sensi e Matias Vecino. Entrambi cercano continuità dopo i tanti infortuni che li hanno fermati nell’arco di questa stagione, e la sfida contro il Verona potrebbe rappresentare un’occasione importante per dimostrare il proprio valore.

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Inter, la rivincita di Perisic: dall’addio alla fiducia riconquistata

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Ivan Perisic, giocatore dell'Inter

Dal passaggio al Bayern Monaco nell’estate del 2019 al gol di ieri a La Spezia. Ivan Perisic si è ripreso l’Inter, riconquistandosi la fiducia di tutti. Il croato è tornato da Monaco di Baviera con una Champions League in più e tanta voglia di dimostrare il suo valore. Il calciatore, nell’estate di ormai un anno e mezzo fa, era considerato da Antonio Conte un elemento non adatto al suo gioco, abituato ad un tipo di gioco diverso da quello salentino e così il prestito. Dopo l’anno in Germania sembrava essere tornato Milano solo momentaneamente, in quanto i bavaresi non avevano esercitato il diritto di riscatto. Alla fine è rimasto alla corte di Conte, e grazie alla tenacia di entrambi, l’esterno si è dimostrato un elemento utile all’annata nerazzurra.

La tenacia del croato e i meriti di Antonio Conte

Il tecnico salentino è stato bravo a tornare sui suoi passi, reintegrando in gruppo Perisic e dandogli tempo per comprendere al meglio il nuovo lavoro richiesto. Il Perisic di quest’anno sembra cambiato: più maturo, più convinto dei propri mezzi, capace di farsi cucire addosso un ruolo che non era nelle sue caratteristiche. Il merito sta nel mezzo, nella voglia del calciatore croato di dare il suo contributo e mostrare il suo valore, e nel lavoro di Antonio Conte, che ha valorizzato le caratteristiche del giocatore, facendolo sentire importante. Perisic, quest’anno ha fornito ottime prestazioni nelle sue 27 presenze, contribuendo alla cavalcata nerazzurra con 3 reti e 5 assist. Il gol di ieri è solamente la ciliegina sulla torta della sua stagione e dopo un anno di pausa si è ripreso la “sua” Inter.

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Inter, Conte: “Importante restare sul pezzo. Lo sport deve essere meritocratico, ma Uefa rifletta”

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Antonio Conte, allenatore dell'Inter

A distanza di tre giorni, arriva il secondo pareggio consecutivo per l’Inter. Dopo Napoli, i nerazzurri vengono fermati anche a La Spezia. Le reti tutte nel primo tempo, al vantaggio di Diego Farias ha risposto Ivan Perisic. La Beneamata conquista comunque un punto pesante e si porta a dieci punti di vantaggio sul Milan. Nel post-gara, l’allenatore dell’Inter Antonio Conte, ai microfoni di Sky Sport, commenta così l’1-1 del Picco: Se avessimo vinto non avremmo rubato nulla. E’ stata una gara intensa, giocata con giusta voglia e determinazione, giuste geometrie, va bene comunque così. L’importante è che i ragazzi restino sul pezzo. Dobbiamo convivere con la pressione, abbiamo speso tanto e dobbiamo recuperare per la gara di domenica contro il Verona, squadra molto fisica”.

Sulla questione Superlega

Il tecnico, interrogato sulla questione Super League afferma: “Penso che non bisogna mai dimenticare le tradizioni, vanno rispettate, appartengono alla storia e vanno mantenute. Ci deve essere passione nello sport, deve essere meritocratico. Noi lavoriamo per cercare di vincere e guadagnarci qualcosa, la meritocrazia va messa al primo posto. In merito a quello successo, è giusto che l’Uefa ragioni su. Organizza tanti tornei e prende tutti i diritti. Dovrebbero essere divisi diversamente, la proporzione dovrebbe essere cambiata,  le società dovrebbero essere premiate in maniera più congrua. Le società investono tanto, loro nulla. I giocatori vengono spremuti e a rimetterci sono le società. Il merito sportivo deve prevalere, senza questo lo sport perderebbe di significato. Gli organismi riflettano per dare alle società una fetta più congrua di quello che hanno”.

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Inter, Provedel ferma i nerazzurri: Perisic risponde a Farias, contro lo Spezia finisce 1-1

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Ivan Perisic (Inter)

L’incontro infrasettimanale tra Spezia e Inter si conclude con il risultato di 1-1. Pareggio indolore per i nerazzurri, grazie alla concomitante sconfitta del Milan contro il Sassuolo. Gli spezzini passano in vantaggio con Diego Farias, poi Ivan Perisic realizza il gol del pareggio. Nel secondo tempo la Beneamata prova a ribaltarla, ma un ottimo Provedel e fissa il risultato sull’1-1. La squadra di Conte guadagna comunque un prezioso punto sul Milan, portandosi a dieci lunghezze di vantaggio e scalando un altro gradino verso lo scudetto.

La cronaca della partita

La prima frazione di gara si apre con una fase iniziale di studio da parte delle due squadre. L’Inter prova a gestire palla con un lungo possesso palla, cercando qualche spunto sfruttando i lanci sulle fasce. Lo Spezia difende con ordine e non lascia spazi ai nerazzurri, mostrando una grande organizzazione. Al 12° minuto il lampo dei bianconeri: Farias si libera al limite dell’area e con il destro calcia, Handanovic non è perfetto e si fa superare, 1-0 e Spezia in vantaggio. I nerazzurri provano a reagire, ma gli spezzini continua a chiudere ogni spazio. L’Inter prova così a sfruttare la velocità di Hakimi, il marocchino sembra ispirato, si destreggia in più occasioni bene, ma manca sempre nell’ultimo passaggio. I nerazzurri continuano a schiacciare lo Spezia e al 24° minuto Lautaro Martinez va vicino al pareggio, la sua conclusione viene però deviata in corner. La Beneamata continua a pressare gli avversari e Barella con un tiro da ottima posizione sfiora l’incrocio dei pali. Al 37° minuto è Perisic a realizzare il gol del pareggio: Hakimi sguscia ancora una volta via sull’out di destra e con un pallone perfetto serve il croato sul secondo palo, che in due tempi la mette in rete, è 1-1. E’ l’ultima emozione del primo tempo che si conclude con il risultato di parità.

Nella ripresa, l’Inter prova subito a ribaltare la gara e al 49° Lautaro Martinez sfiora il gol, ma Provedel è bravo e fortunato: doppia parata e palla che colpisce il palo. Dopo i tentativi iniziali, i ritmi della gara tornano bassi, l’Inter gestisce palla senza voler correre rischi e lo Spezia aspetta non facendo passare i nerazzurri. Al 68° occasione clamorosa non sfruttata da Lukaku: Ismaily con un retropassaggio regala palla a Big Rom, l’attaccante belga si fa ipnotizzare da Provedel, che salva ancora una volta i bianconeri. L’Inter prova così ad aumentare la pressione e la difesa dello Spezia sembra in difficoltà, Ismaily su tutti. Al 76° ancora Provedel miracoloso: sugli sviluppi di un calcio di punizione, Skriniar arriva in spaccata, il portiere spezzino ferma la palla sulla linea. Continua ad attaccare l’Inter, al minuto 80, Lautaro Martinez conclude dalla distanza, la palla si stampa sul palo e termina fuori. All’85° l’Inter riesce a ribaltarla: Hakimi, imbucato in verticale da Barella, scatta sul filo del fuorigioco, entra in area e serve Lukaku che da due passi non sbaglia. Il guardalinee alza la bandierina e segnala l’offside del marocchino, il Var conferma la chiamata dell’assistente e il gol è quindi annullato, si resta in parità. Passa un minuto e il Var cancella un altro gol ai nerazzurri: questa volta realizzato da Lautaro Martinez, partito però in posizione fuorigioco. Ultimi minuti concitati, con gli uomini di Conte che vogliono la vittoria. Nel recupero, Lukaku da posizione defilata conclude alto. L’ultimo brivido della partita porta la firma di Lautaro Martinez, Provedel si fa trovare ancora pronto. L’incontro si conclude con il risultato di 1-1.

Le formazioni scese in campo

Spezia (4-3-3): Provedel; Ferrer, Ismajli, Terzi, Marchizza; Maggiore, Ricci, Estevez; Agudelo, Piccoli, Farias. All: Italiano

Sostituzioni: al 46° entra Vignali esce Ferrer; al 62° entra Galabinov esce Piccoli; all’84° entra Sena esce Maggiore.

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Eriksen, Perisic; Lukaku, Martinez. All: Conte

Sostituzioni: Al 73° entrano Young e Sanchez per Perisic ed Eriksen.

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Serie A

Inter, Lukaku è instancabile: contro lo Spezia sarà la gara numero 15 da titolare

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Lukaku, attaccante dell'Inter

L’Inter si appresta ad affrontare lo Spezia nella gara dello stadio Alberto Picco in programma questa sera alle 20:45. I nerazzurri lo faranno con una certezza, Romelu Lukaku. Come riportato dal Corriere dello Sport, per Big Rom, la gara odierna sarà la quindicesima consecutiva da titolare, a conferma di quanto il belga sia diventato ormai per i nerazzurri un vero e proprio trascinatore. A suon di gol (21 in in questa Serie A) e con prestazioni da vero leader, l’attaccante ha conquistato la tifoseria della Beneamata.

L’importanza di Big Rom nello scacchiere dell’Inter

Davanti a lui, tolto il capitano interista, Samir Handanovic, c’è Milan Skriniar, che di gare consecutive dal primo minuto ne ha giocate addirittura 23. Il ruolo che però ha il belga in confronto a quello dello slovacco è ben diverso, e non riguarda solo la posizione in campo. La differenza sta nell’atteggiamento tattico. Con l’Inter schierata con un baricentro basso, i difensori restano di conseguenza più arretrati, e tranne in casi particolari, i centrali hanno meno campo da coprire con scatti e rincorse. Il lavoro di Lukaku invece, è completamente diverso, in quanto gli attaccanti nerazzurri vengono innescati da palle in verticale, le quali li lanciano in piena velocità verso la porta della squadra avversaria.

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Serie A

Inter, ancora assenti Vidal e Kolarov, il centrocampista: “Il bello deve ancora venire”

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Arturo Vidal, centrocampista dell'inter

Ancora lavoro differenziato durante la rifinitura per Arturo Vidal e Aleksandar Kolarov, che dunque non prenderanno parte alla trasferta di La Spezia. E’ quanto riferisce La Gazzetta dello Sport. Il centrocampista, reduce da un’operazione al ginocchio, sarà ancora indisponibile per problemi muscolari. Antonio Conte che sperava di averlo recuperato totalmente, ma dovrà ancora farne a meno.

Un tweet che fa ben sperare

“King Arturo”, sarà così ancora indisponibile, un’assenza che dura ormai da oltre un mese, l’ultima presenza risale alla vittoria per 1-0 sull’Atalanta, in cui ha giocato 52 minuti. Dopo quella gara l’operazione al ginocchio, poi le convocazioni con Bologna e Sassuolo senza però entrare in campo, fino ai problemi muscolari che lo hanno costretto a dare forfait nelle partite con Cagliari e Torino. Dopo l’allenamento odierno, il cileno, sul suo profilo Twitter ha condiviso con i suoi followers una foto, con una didascalia che recitava: Sempre positivo che il bello deve ancora venire”. Il centrocampista spera così di poter dare il suo contributo nelle ultime tappe che mancano all’Inter per raggiungere il traguardo dello scudetto. A centrocampo dunque sarà ancora confermato Christian Eriksen, reduce dalla rete contro il Napoli, che ha salvato la Beneamata dalla sconfitta. In chiave formazione, l’unica certezza dovrebbe essere il ritorno dal primo minuto di Ivan Perisic, entrato a gara in corso contro gli azzurri a causa di un affaticamento muscolare rimediato nelle settimane precedenti.

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Inter, non bisogna perdere la concentrazione: testa allo Spezia

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Antonio Conte vs Vincenzo Italiano

La confusione generata dalla nascita della Super League e le gravi conseguenze che potrebbe portare sia in Serie A che più in generale nel mondo del calcio, non devono far perdere la concentrazione all’Inter. La trasferta di La Spezia rappresenta un punto cruciale della stagione, tornando a conquistare i tre punti, la squadra di Conte potrebbe avvicinare in maniera sostanziale il traguardo scudetto.

L’incertezza sul futuro e la gestione di Conte

Il pareggio di Napoli, ha consentito ai nerazzurri di mantenere un vantaggio rassicurante sul Milan, secondo in classifica (9 punti di differenza e vantaggio a favore dell’Inter negli scontri diretti), può consentire a Conte di lavorare con meno pressione sulle spalle. C’è da dire che la squadra interista è abituata a tenere alta la concentrazione vivendo in un clima di incertezza futura. E’ già da diverse settimane che corrono le voci su una possibile cessione societaria di Suning, e le parole di Conte dopo la gara contro il Napoli sono la conferma del clima incerto con cui l’allenatore e la squadra lavorano: “Programmi futuri? Non sappiamo cosa accadrà”. Tuttavia, il tecnico salentino ha sempre rimarcato quanto sia importante continuare a mantenere alta la concentrazione, non pensando alle situazioni esterne al campo, restando con i piedi per terra e viaggiando tutti uniti verso il traguardo scudetto, che al momento rappresenta la priorità.

La squadra avversaria: lo Spezia

Lo Spezia di Vincenzo Italiano è reduce dalla pesante sconfitta per 4-1 sul campo del Bologna. Nelle ultime cinque giornate, i liguri hanno alternato tre sconfitte a due vittorie (ko con Atalanta, Lazio e bologna, vincenti contro Cagliari e Crotone) e vedono il traguardo salvezza sempre più vicino. Nella gara di andata, i tre punti li ha conquistati l’Inter, vincendo per 2-1, ma la squadra di Italiano ha mostrato un’ottima organizzazione tattica, fornendo una buona prestazione. C’è da dire che i bianconeri si esaltano quando incontrano le grandi del campionato, come dimostrano le vittorie contro Napoli e Milan, e quindi l’Inter dovrà fare attenzione a non sottovalutare gli avversari.

Possibili cambi nell’Inter: le probabili formazioni

Nell’Inter non dovrebbe esserci maxi turnover ma qualcosa potrebbe cambiare. Perisic dovrebbe essere l’unico certo a ritrovare la maglia da titolare sul settore di sinistra, prendendo il posto di Darmian. A centrocampo sembrerebbero scalpitare Sensi e Gagliardini, in difesa Ranocchia e in avanti Sanchez sembrerebbe leggermente in vantaggio su Lautaro Martinez. Queste le probabili formazioni di domani secondo Sky Sport:

Spezia (4-3-3): Provedel; Ferrer, Erlic, Ismajli, Marchizza; Estevez, Ricci, Maggiore; Verde, Piccoli, Gyasi. All: Italiano

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Eriksen, Perisic; Lukaku, Sanchez. All: Conte

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Inter, Conte: “Felice della reazione dei ragazzi. Eriksen può fare ancora di più”

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Antonio Conte, allenatore dell'Inter

Con il pareggio per 1-1 contro il Napoli, l’Inter conquista un prezioso punto per il traguardo scudetto. Passati in svantaggio a causa di un pasticcio difensivo di Handanovic e De Vrij, a ristabilire il risultato di parità ci ha pensato Christian Eriksen, confermando sempre più l’importanza che il danese ha per lo scacchiere di Antonio Conte. I nerazzurri nonostante si trovassero sotto nel punteggio, non si sono persi d’animo e con una reazione di carattere hanno rialzato la testa. Nel post-partita, l’allenatore dell’Inter, Antonio Conte, ai microfoni di Sky Sport, commenta così la reazione della sua squadra e si dice comunque soddisfatto: “Sono orgoglioso di questi ragazzi. Sono cresciuti sotto ogni punto di vista. In altre circostanze l’avremmo potuta perdere, oggi abbiamo dimostrato quanto siamo squadra. Nonostante la sfortuna sul vantaggio del Napoli, la squadra ha reagito.

Tutte le parole di Antonio Conte

Successivamente, il tecnico nerazzurro si esprime sulla stagione che i suoi ragazzi stanno facendo: “Quello che stiamo facendo è molto importante, dobbiamo restare concentrati”. L’allenatore torna sulla gara contro il Napoli: “Mi ha reso felice il fatto che queste sono partite che avremmo potuto patire in altre situazioni. Abbiamo reagito, la squadra non perde mai la fiducia ed è conscia dei propri mezzi. Non dimentichiamo che abbiamo affrontato il Napoli, una squadra forte, e quindi venire qui e fare questo tipo di partita, quando forse rischiavamo di avere meno fame di vittoria rispetto a loro, vuol dire che i ragazzi non si sono risparmiati”.

Sul Milan e la stagione nerazzurra

Sui due punti guadagnati dal Milan, Conte afferma: Abbiamo lasciato due punti nei confronti del Milan, ma la partita l’abbiamo giocata e questo risultato poteva essere prevedibile”. L’allenatore dell’Inter continua soffermandosi sulla crescita della sua squadra: Mercato? Non ha senso parlarne ora, non sappiamo cosa succederà. I successi dell’Inter passavano dalla crescita di ogni calciatore, sotto tutti gli aspetti, questo quest’anno è avvenuto, rimarcando alcune situazioni. I ragazzi hanno dato grandissima disponibilità e volevano mettersi in gioco per lottare per qualcosa di importante, gli dico sempre che a fine carriera è sempre bello vedere i trofei vinti”.

Su Christian Eriksen

In chiusura, Antonio Conte parla dei problemi avuti inizialmente da Christian Eriksen e della sua crescita che gli ha permesso di diventare un giocatore importante per la sua formazione: “Eriksen ha avuto bisogno di tempo per capire che il calcio ha bisogno della fase offensiva e difensiva, specie in Italia. Adesso si sta esprimendo con buona continuità, ma secondo me può fare ancora di più. Ha delle qualità importanti e il suo miglioramento ci ha portato grande contribuito.

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Serie A

Napoli-Inter, Eriksen salva i nerazzurri: tra Gattuso e Conte finisce 1-1

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Eriksen, centrocampista dell'Inter

Il big match della trentunesima giornata di Serie A si chiude con il risultato di 1-1. L’Inter si ferma così a undici vittorie consecutive e lo fa contro un Napoli che ha provato a fare la partita ma è stato costretto a fare i conti con la solidità nerazzurra. Al momentaneo vantaggio del Napoli con l’autogol di Samir Handanovic, ha risposto Christian Eriksen nella ripresa.

La cronaca della partita

Il primo tempo si apre con una fase di studio da parte di entrambe le squadre. Il Napoli prova ad attaccare con pazienza, l’Inter mostra la solita solidità difensiva, e prova a giocare in ripartenza. Nella prima metà di frazione la gara appare bloccata, e le due compagini faticano a trovare gli spazi per arrivare alla conclusione con le difese a padroneggiare in campo. La prima occasione arriva al 25° minuto, sugli sviluppi di un corner, svetta Koulibaly, il suo colpo di testa non centra lo specchio della porta. L’Inter prova a rispondere, Lukaku trova il corridoio per Darmian, l’esterno nerazzurro potrebbe calciare, ma cerca il cross basso e la difesa del Napoli riesce ad allontanare. Al 28° è la traversa a fermare Lukaku: Brozovic controlla e conclude verso la porta, Big Rom è sulla traiettoria della palla e la devia con il destro, la sfera si stampa sul legno. Il rischio corso sveglia gli azzurri che provano a velocizzare la manovra e al 37° minuto trovano il gol del vantaggio. Dopo una serie di rimpalli, Zielinski riesce a combinare con Insigne, il capitano napoletano crossa teso verso il centro, Handanovic arriva in anticipo ma si scontra con De Vrij, il portiere nerazzurro perde il pallone dalle mani e finisce in rete, è autogol. Passa un minuto e i nerazzurri sfiorano il pareggio: calcio di punizione battuto da Eriksen, Lukaku riesce a deviare la palla e questa volta colpisce il palo. Nel finale, l’Inter continua a spingere e Lautaro Martinez trova il filtrante per l’ottimo inserimento di Barella, il suo controllo a seguire non è perfetto e Meret ferma la sortita offensiva. A decidere momentaneamente la gara, è il clamoroso autogol di Handanovic con la complicità di De Vrij.

Nella ripresa, la Beneamata torna in campo con un approccio diverso e fin dalle prime battute di gioco prova a schiacciare il Napoli nella propria metà campo. Al 55° trova il pareggio: Hakimi serve Darmian sul lato opposto, il numero 36 appoggia la palla al centro, Manolas la allontana, ma sui venti metri è appostato Eriksen. Il danese non ci pensa due volte e con un sinistro chirurgico trova l’angolino basso, è 1-1. I nerazzurri provano quindi a sfruttare il momento positivo, ma il Napoli è attento e blocca ogni attacco interista. Gli azzurri cercano la reazione con un insidioso calcio di punizione di Politano che non trova il tap-in di Fabian Ruiz che era ben appostato. La partita continua con una fase di stallo, ma all’80° è Politano che prova a rompere gli equilibri: si incunea centralmente e scarica un fendente di destro che colpisce l’incrocio dei pali, bravo ma sfortunato l’esterno del Napoli. Tre minuti dopo brivido per l’Inter: Zielinski viene servito in area, De Vrij entra in scivolata sul polacco e l’arbitro fischia il calcio di rigore. Secondo il guardalinee Zielinski è in fuorigioco, ma l’arbitro Doveri viene richiamato dal Var: l’offside non c’è, ma nemmeno il fallo di De Vrij. La partita prosegue con le due squadre che continuano ad annullarsi, correndo pochi rischi e dopo 4 minuti di recupero si conclude con il risultato di 1-1.

Napoli-Inter, le formazioni scese in campo

Napoli (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz, Demme; Politano, Zielinski, Insigne; Osimhen. All. Gattuso

Al minuto 74 Mertens sostituisce Osimhen. Elmas entra per Zielinski all’88°. Al 91° minuto doppio cambio di Gattuso: Bakayoko e Hysaj entrano rispettivamente per Fabian Ruiz e Politano.

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Eriksen, Darmian; Lukaku, Lautaro Martinez. All. Conte

Al minuto 68 Darmian lascia il posto a Perisic. Il secondo cambio arriva al 75°: entra Sanchez per Lautaro Martinez. La terza sostituzione di Conte arriva all’84°: Gagliardini prende il posto dell’autore del gol del pareggio, Eriksen.

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Serie A

Inter, contro il Napoli: possibile ritorno di Perisic

Tra i possibili convocati per il match di campionato in trasferta allo tadio Maradona contro il Napoli, spunterebbe il nome di Ivan Perisic. Inoltre, tra i nerazzurri infortunati troviamo anche Vidal e Kolarov, che potrebbero ritornare in squadra la prossima settimana

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Ivan Perisic (Inter)

Dopo i due giorni di riposo, a seguito della vittoria in campionato contro il Cagliari, l’Inter di Antonio Conte è ritornata ad allenarsi al centro sportivo Appiano Gentile. L’obiettivo è senza dubbio quello di prepararsi al meglio per il match in trasferta allo Stadio Maradona contro il Napoli. Tra le varie carte da giocare – secondo quanto scritto da Tuttosport per il tecnico nerazzurro spunterebbe l’ipotesi di poter riavere in campo Ivan Perisic. Il giocatore in queste ultime settimane non ha preso parte a diverse gare a causa di un infortunio, che sembra aver recuperato, data la sua possibile presenza nel match contro i partenopei.

Inter, quando il rientro in squadra di Vidal e Kolarov

Ivan Perisic, assente in campo dagli inizi di aprile per via di un problema muscolare, potrebbe – secondo il quotidiano – tra oggi e domani unirsi ai compagni per essere convocato contro il Napoli. Potrebbe comunque non prendere parte alla gara, e al suo posto verrebbe riconfermato Young o Darmian, con Hakimi a destra. Per quanto riguarda Vidal e Kolarov, entrambi fuori per infortunio, il primo per un problema al menisco del ginocchio sinistro, mentre il secondo per un problema alla schiena, dovrebbero rientrare in squadra la prossima settimana.

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