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Lukaku-Icardi: numeri 9, storie diverse, stesso destino

Lukaku e Icardi, con storie contrastanti si sono presi la scena dell’ultimo decennio della storica maglia numero 9 neroazzurra

Lukaku e icardi, gli ultimi numeri 9 neroazzurri

I parallelismi con la 9 rossonera.

C’é stato un periodo in cui la maglia 9 dei cugini rossoneri sembrava stregata. Come se la maledizione di Pippo Inzaghi si fosse abbattuta su chiunque avesse provato ad  indossarla. Ne hanno fatto le spese in ordine: Pato, Matri, Fernando Torres, Destro, Luiz Adriano, André Silva, Higuain, Piatek e infine Mandzukic. Ora toccherà a Giroud cercare di sfatare questo Tabù che fa sempre più paura.

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La maglia n°9 dell’Inter al contrario, nel nuovo millennio é stata sempre vestita da giocatori dalla classe cristallina che hanno contribuito a scrivere la storia della società di Corso Vittorio Emanuele. Da Julio Cruz a Ronaldo, da Crespo a Eto’o, questi fuoriclasse hanno entusiasmato gli 80 mila di San Siro per tanti anni a suon di gol e giocate fantastiche; per ultimo il Re Leone, eroe di quel triplete che difficilmente potrà essere eguagliato come impresa sportiva in quel di Appiano Gentile.

Mauro Icardi e un futuro da capitano sfumato

Prima di Big Rom la 9 neroazzurra ha avuto per 6 anni solo un nome e un cognome: Mauro Icardi. L’ex capitano dell’Inter ha monopolizzato l’attacco neroazzurro a suon di gol, per la precisione in 188 partite ha timbrato il cartellino ben 111 volte. Pian piano ha scalato tutte le gerarchie fino a diventare capitano il 23 Agosto 2015.

Icardi e la fascia, una storia lunga 1.269 giorni, interrotta bruscamente il 13 febbraio 2019 quando con un tweet la società ha comunicato il passaggio del ruolo di capitano a Samir Handanovic. L’inizio del declino tra la storia d’amore fra l’argentino e l’Inter che tuttavia si era già complicata sin dal 2015 tramite lo scontro con la nord e l’uscita non proprio felice della sua autobiografia.

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Mauro Icardi e l’Inter si sono lasciati in malo modo. Il bomber che a suon di gol aveva conquistato i suoi ormai ex tifosi, a poco a poco ha visto il suo rapporto con la curva e l’ambiente nerazzurro incrinarsi fino alla rottura totale. L’ultimo step in ordine temporale che ha portato alla definitiva rottura é stata la scelta di sua moglie Wanda come agente. Con numerose richieste di adeguamento contrattuale e scelte poco professionali, il suo trasferimento al Psg si è rivelato inevitabile.

Si perché Mauro Icardi ha sempre avuto l’Inter nel cuore, ha lottato per diventare parte della storia interista. Non ha mai messo la Beneamata come un punto di partenza della sua carriera, cosa che invece ha fatto l’ultimo 9 interista: Romelu Lukaku.

Romelu, un leone dalle ambizioni smisurate

Se ne é andato senza rimpianti il gigante di Anversa; é arrivato, ha conquistato e ha salutato. Tutto con la semplicità e la forza che lo ha sempre contraddistinto, sia in campo che fuori. Lukaku ha dato sempre l’impressione di essere così consapevole della sua potenza, da mandare nel dimenticatoio il suo periodo buio nella fredda Manchester. Lascia l’Inter con all’attivo 64 gol in 95 partite. Numeri da capogiro che lo hanno proclamato come uno dei più prolifici di sempre nella storia del club.

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L’addio di Romelu, dopo le tante parole dolci riservate ai tifosi lungo questi due anni, ha spiazzato tutto l’ambiente neroazzurro e se Mauro Icardi é stato visto come un bambino che per i suoi capricci ha perso tutto l’amore di un popolo, Lukaku semplicemente é stato etichettato come mercenario che si vende al miglior offerente. La realtà è molto più complicata e le difficoltà societarie hanno portato al blocco di un ciclo vincente che lo stesso Romelu aveva intravisto quando firmò il contratto due stagioni fa.

Idoli diventati esuli

Per molti la trasformazione di Icardi ha semplicemente rivelato quali fossero le intenzioni del capitano dell’Inter, per altri é invece stata frutto del suo rapporto con la moglie Wanda Nara, rea di averlo persuaso più volte ad aumenti di ingaggio che hanno portato allo scontro con dirigenza e tifosi. L’ultimo numero 9 dell’Inter, lui silenziosamente, si é preso la squadra sulle spalle e l’ha condotta alla vittoria. Voluto da Conte, una volta perso il suo comandante ha deciso di seguirlo abbandonando la nave.

Entrambi però sono stati oggetto di un amore e odio da parte dei tifosi e se un addio è pesato cosi tanto, è perchè il loro piccolo tassello nella storia interista lo hanno lasciato, al di là del modo in cui è avvenuta la separazione, al di là delle frasi di circostanza con cui hanno comunicato il loro attaccamento verso tutto il mondo Inter.

Mauro e Romelu, divenuti idoli di un’intera tifoseria, tornati uomini dopo essere stati giganti.

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