Connect with us

Notizie

Inter, rischio fallimento? Suning deve vendere

Rischio fallimento per l’Inter? Dalla Cina la risposta di Suning ai guai finanziari nerazzurri

Pubblicato

il

Suning

Al gruppo proprietario dell’Inter probabilmente non sono sufficienti la liquidità di due aziende pubbliche di Shenzhen, di  2,3 miliardi di dollari, ed è preoccupazione nel club nerazzurro. Il magazine cinese  “Caixin” infatti comunica che Suning, il colosso cinese che opera nel settore della vendita al dettaglio di elettrodomestici e prodotti elettronici, ha necessità di vendere.

Potrebbe bastare, infatti, il finanziamento di 250 milioni di euro degli americani Fortress, ed un ulteriore aiuto tramite il fondo BC Partners. Si attendono risposte concrete, necessitano altri sacrifici che potrebbero coinvolgere il club milanese, anche se conta per ora, per il morale e l’ottimismo il primato in classifica.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Notizie

Inter, Hakimi: “Conte un fratello maggiore. Il Napoli mi ha cercato, ma l’Inter…”

Pubblicato

il

Hakimi, terzino dell'Inter

Achraf Hakimi, tra i più positivi della stagione dell’Inter, in un’intervista rilasciata a La Repubblica, fa un’analisi della sua prima stagione in Italia. Il terzino, con un bottino di 6 gol e 6 assist nelle 29 partite disputate, è diventato un vero e proprio “pupillo” di Antonio Conte e racconta del suo inserimento tra fila nerazzurre, del rapporto con il tecnico salentino fino a concludere con un aneddoto passato di calciomercato.

Lo scudetto e Antonio Conte

Hakimi esordisce parlando dell’obiettivo scudetto ormai sempre più vicino, ma resta cauto: “Parliamo dello scudetto con rispetto. Sappiamo di non aver ancora vinto. E’ l’obiettivo ma mancano ancora molte partite. Domenica contro il Napoli sarà una partita molto importante”. Nell’undicesima vittoria consecutiva, arrivata contro il Cagliari, il terzino nerazzurro si è reso protagonista di un episodio insieme ad Antonio Conte, il bacio sulla fronte datogli dal tecnico. Su questo, Hakimi afferma: “E’ stato un bellissimo gesto di affetto. L’allenatore è uno di noi, qualunque cosa succeda. E’ un fratello maggiore, per età ed esperienza. Ci permette di divertirci lasciandoci liberi”.

La solidità dei nerazzurri

I nerazzurri continuano a mostrare solidità, e Hakimi risponde a chi dice che l’Inter non è bella da vedere: Una partita non è un film. Nel calcio serve fare gol e non subirne, vincere e arrivare primi nelle competizioni. Questa squadra farà parlare di se anche in Europa“. Successivamente l’esterno interista, prosegue parlando delle sue prestazioni e della sua crescita: “Con tre centrali ho più libertà di attaccare. L’attenzione per la tattica e la difesa di Conte mi stanno rendendo un giocatore più completo. Il mio modello è Marcelo. Di lui ammiro la personalità, l’immagine e il gioco”.

Curiosità su Achraf Hakimi

L’intervista de La Repubblica prosegue, alla domanda sull’ ex compagno al Real Madrid, Theo Hernandez, ora terzino sinistro del Milan, Hakimi afferma: Siamo molto amici, è un grande giocatore ed è una bella persona”. Poi, risponde a Ronaldo il Fenomeno, che in passato ha dichiarato che avrebbe avuto piacere a giocare con lui: “Sarebbe stato bellissimo poter correre sulla fascia e servirgli un assist”. Sul suo idolo fuori dal campo non ha nessun dubbio: Mio padre. Lui e mia madre hanno fatto tanti sacrifici per portare il pane a tavola. Quando ero un bambino, lui faceva il venditore ambulante, mia mamma lavorava in casa. Anche mio fratello Nabil è un mio punto di riferimento, lui gioca a calcio in Spagna. E’ un buon giocatore, spero possa avere le soddisfazioni che merita”. In chiusura, Achraf Hakimi spiega i motivi per cui ha preferito l’Inter al Napoli, che in passato lo aveva cercato: “Mi hanno cercato. Ero giovane e al Borussia Dortmund ho lavorato bene. La squadra che mi ha attirato di più però è stata l’Inter, un progetto di crescita”.

Continua a leggere

Notizie

Inter, Conte: “A Napoli per vincere. Non possiamo fare calcoli”

Pubblicato

il

Antonio Conte, allenatore dell'Inter

Nella conferenza stampa che precede la sfida in programma domani sera allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli, il tecnico dell’Inter Antonio Conte ha analizzato la sfida, rimarcando l’importanza di mantenere alta la concentrazione. Queste le sue parole: Sarà una gara impegnativa. Il Napoli l’ho sempre messo tra le squadre che potevano competere per la vittoria finale. Gattuso è un ottimo allenatore e sta facendo bene, conosco la forza della sua squadra. Ha giocatori importanti, è una delle rosa più importanti della Serie A”.

Gli elementi recuperati

Per quanto concerne la formazione nerazzurra, Conte potrà contare su Ivan Perisic, recuperato al 100%, ma dovrà rinunciare ancora ad Arturo Vidal e Aleksandar Kolarov: “Perisic è praticamente recuperato. Ha smaltito l’infortunio ed è a disposizione. Invece Vidal e Kolarov stanno lavorando a parte per smaltire gli infortuni. Speriamo di riaverli presto”.

Sulla sfida contro il Napoli

Successivamente, l’allenatore salentino fa un’analisi della formazione avversaria, mostrando grande rispetto per la squadra allenata da Gennaro Gattuso: “Il Napoli ha molta qualità in avanti, giocatori bravi nell’uno contro uno, si conoscono e giocano da tanto insieme. Sono una squadra forte, e come lo sono loro dovremo dimostrare di esserlo anche noi. Abbiamo grande rispetto per gli avversari”. Ancora Conte: Andremo lì a giocarci la partita e cercare di ottenere la vittoria, alla fine vedremo quale sarà il risultato. Mancano ancora dei punti per arrivare a una meta molto ambiziosa. Non possiamo permetterci di fare calcoli, sarebbe deleterio, non conviene mai farlo”.

Le difficoltà di essere allenatore e le critiche al gioco

Antonio Conte continua la sua conferenza, parlando dei periodi difficili che gli allenatori affrontano e risponde alle critiche di chi lo accusa di essere troppo difensivista: “Anche io ho vissuto momenti di difficoltà. Gli allenatori sono sempre in discussione, lo sappiamo bene. L’allenatore è il ruolo più difficile. Se qualche giocatore mi chiede se è bello fare l’allenatore, io rispondo che se vuole soffrire può farlo. Se arrivano i risultati sei il più bravo, se succede il contrario vieni messo in discussione”. Il tecnico nerazzurro prosegue: “La squadra è troppo difensiva a causa mia? L’importante è che non tocchino l’Inter. Sul primo posto? Non dobbiamo correre, conosciamo i sacrifici che abbiamo fatto per trovarci in questa posizione. Dobbiamo essere umili e consapevoli che mancano ancora degli step per arrivare a coronare quello che per noi è un sogno”.

La sfida nella sfida: Lukaku contro Koulibaly

In conclusione il tecnico si sofferma su quello che probabilmente sarà il duello di questa giornata, Romelu Lukaku contro Kalidou Koulibaly: “Stiamo parlando di un difensore che è tra i migliori 2-3 al mondo. Volevo portarlo con me quando allenavo il Chelsea. E’ inutile che dica qualcosa io, Romelu lo conosce. Sarà un bel duello, dovremo lavorare di squadra per mettere in difficoltà la difesa del Napoli”.

Continua a leggere

Notizie

Inter, Collovati: “Solo con un suicidio può perdere lo scudetto. Lu-La micidiali”

Pubblicato

il

Fulvio Collovati, ex giocatore dell'Inter

Intervenuto a Radio Marte, Fulvio Collovati, ex calciatore e campione del mondo nel 1982 con la nazionale italiana, durante la trasmissione “Marte Sport Live” ha espresso la propria opinione in vista del prossimo incontro che vedrà l’Inter di Antonio Conte contrapposta al Napoli di Gennaro Gattuso: “Tra le due squadre, la partita è sicuramente più importante per il Napoli. Indubbiamente conta di più per gli azzurri, continuando sulla strada dell’ultimo periodo. Solo con un suicidio i nerazzurri possono perdere lo scudetto”.

L’attacco nerazzurro potrebbe essere decisivo

Successivamente, Fulvio Collovati, che ha militato nelle fila dell’Inter dal 1982 al 1986, raggiungendo due semifinali consecutive di Coppa UEFA (1984-1985 e 1985-1986), fa un’analisi più tecnica dell’incontro in programma domenica sera allo stadio Diego Armando Maradona: L’Inter ha segnato tanto e subito pochissimi gol, ci vorrà il miglior Napoli. Ci vorrà soprattutto una grande gara difensiva degli azzurri, se Romelu Lukaku e Lautaro Martinez hanno un’occasione sono micidiali. Oltre a questo servirà anche una grande prova di chi giocherà in attacco”. Con la questione scudetto ormai chiusa secondo lui, Collovati commenta la situazione di classifica delle squadre dietro ai nerazzurri di Antonio Conte: “Il Milan lo vedo un po’ stanco, le squadre sono tutte racchiuse in 3-4 punti e il Napoli potrebbe spuntarla proprio su di loro”.

Continua a leggere

Notizie

Inter, Bagni “Conte vive la partita come se fosse un calciatore. E’ sempre sul pezzo”

Pubblicato

il

Antonio Conte, allenatore dell'Inter

Salvatore Bagni, ex calciatore, con un passato in maglia nerazzurra, con la quale vinse una Coppa Italia nel 1982, ha parlato a Il Messaggero, elogiando l’Inter e il lavoro fatto da Antonio Conte nel biennio in panchina, partendo proprio da quest’ultimo: “Non si compra il carattere vincente che ha, questo è innato. Vive la partita come se fosse un calciatore, ha costruito un progetto con dei calciatori ben precisi, è sempre sul pezzo. Per esempio, per Romelu Lukaku, l’allenatore aveva in testa quel tipo di gioco, secondo lui era l’attaccante adatto e così è stato”.

Si può aprire un ciclo vincente?

Successivamente, Bagni continua esprimendo il suo parere sul futuro dell’Inter e sulle aspettative che ha nei confronti dei nerazzurri: “E’ stato ridotto il gap che c’era con la Juventus. Sicuramente si può aprire un ciclo per l’Inter. Magari Antonio Conte dirà di no, ma io sono sicuro che la squadra da battere nei prossimi anni saranno proprio i nerazzurri”. In chiusura, Salvatore Bagni confessa di rivedersi in particolar modo in un giocatore della Beneamata: “Dico un nome su tutti, Nicolò Barella. E’ un centrocampista che sa fare sia la fase difensiva che offensiva: recupera palla, riparte, è un vero e proprio motorino. E’ capace di giocare per tutti i 95 minuti sempre allo stesso livello”.

Continua a leggere

Notizie

Inter, Bastoni: “Sogno di vincere con questa maglia. Pensavo di non restare, poi…”

Pubblicato

il

Alessandro Bastoni difensore dell'Inter

Alessandro Bastoni, difensore 22enne dell’Inter, giorno dopo giorno è diventato uno dei punti cardine della squadra allenata da Conte, rappresentando il presente e il futuro della Beneamata. In un’intervista rilasciata a SportMediaset ha raccontato delle emozioni che sta vivendo con i colori nerazzurri e di ciò che si aspetta dal futuro: “Mi trovo davvero bene qui, sono concentrato su questa squadra. Il mio sogno è vincere con l’Inter, a Milano sto bene”

Il suo arrivo a Milano e la sua crescita

Arrivato all’Inter nell’estate del 2019, dopo due anni di prestito ad Atalanta e Parma, il difensore mancino ha fin da subito conquistato la fiducia di Conte: “Credevo di non essere all’altezza, ero il primo a pensarlo. Credevo di non rimanere, considerando la rosa di giocatori di grande spessore. Poi il tecnico Antonio Conte mi ha dato le chance che ho sfruttato. Ho avuto l’opportunità di crescere molto grazie a lui e ai miei compagni”.

Il percorso stagionale e lo scudetto

In chiusura, Alessandro Bastoni parla dell’annata fatta dai nerazzurri e dell’obiettivo scudetto, ormai sempre più vicino: “Stiamo facendo un bel percorso. Questo è testimoniato dalle undici vittorie consecutive, manca poco, ma finché non c’è la matematica lotteremo ogni domenica. Fino a quando non avremo lo scudetto in mano dobbiamo restare concentrati. Conte ci ha vietato la parola scudetto. “Zitti e pedalare”, è lo slogan già da due anni”.

Continua a leggere

Notizie

Inter, Skriniar: “Conoscevamo il valore di Eriksen. Conte ci dice…”

Pubblicato

il

Skriniar e Brozovic, difensore e centrocampista dell'Inter

Milan Skriniar, diventato ormai uno dei pilastri della difesa dell’Inter, ha rilasciato un’intervista a Sky Sport, raccontando a 360 gradi il momento nerazzurro. Lo slovacco esordisce analizzando la situazione di classifica, con la Beneamata in testa a undici punti di vantaggio sui cugini del Milan: “Non avremmo mai immaginato di poter avere questo ampio vantaggio a otto gare dal termine”.

Conte e la cultura del lavoro

Il numero 37 interista prosegue raccontando della mentalità che l’allenatore Antonio Conte cerca di trasmettere alla sua squadra: “Conte, ogni giorno ci dice che dobbiamo continuare a lavorare. Non dobbiamo guardare quante gare mancano alla fine, dobbiamo fare ogni allenamento pensando esclusivamente all’avversario successivo, senza fare nessun calcolo. Lo scudetto poi, prima arriva, meglio è”.

La solidità della difesa nerazzurra

Skriniar continua parlando del momento positivo che sta vivendo il reparto arretrato nerazzurro, che con soli 27 gol subiti in 30 gare risulta essere la migliore della Serie A: “Non siamo solo i tre difensori a difendere, è tutta la squadra a farlo. Sappiamo che i giocatori che abbiamo davanti sono forti, sanno tenere la palla e possono far gol in ripartenza, con un tiro da fuori area o da dentro”.

Christian Eriksen rinato

In chiusura, Milan Skriniar commenta le prestazioni di Christian Eriksen, che dopo il periodo buio vissuto, si è preso le chiavi del centrocampo dell’Inter: “Sapevamo del valore di Christian, di quanto sia forte. Aveva bisogno solo di un po’ di tempo, ora sta facendo molto bene, capisce quasi tutto. Ci dà una grande mano sia in fase offensiva che in quella difensiva”.

Continua a leggere

Notizie

Inter, Biasin: “I nerazzurri hanno meritato lo scudetto. Conte decisivo. Su Zhang…”

Pubblicato

il

Conte e Lukaku, Inter

Fabrizio Biasin, giornalista sportivo di Libero, in un‘intervista rilasciata ai microfoni di “FooballNews24.it, ha fatto un’analisi a tutto tondo della stagione dell’Inter, che viaggia spedita in vetta alla classifica di Seria A. Interrogato sulla questione scudetto, Biasin risponde:L’inter gioca bene e merita. E’ questione di tempo, di aritmetica, manca poco. I nerazzurri sono ad un passo dal 19° scudetto della loro storia, interrompendo il dominio della Juventus in Italia. Conte crea (l’impero Juve), Conte distrugge l’egemonia bianconera, reinterpretando Lavoisier e la legge di conservazione di massa. L’Inter si avvicina allo scudetto meritatamente, grazie ad un percorso di crescita e maturazione fatto negli ultimi anni”.

I passaggi fondamentali della stagione

Biasin continua ripercorrendo il periodo che va dalla scorsa finale di Europa League persa contro il Siviglia con il conseguente possibile addio di Conte, fino ad arrivare all’ultimo successo contro il Cagliari, analizzandone il cambiamento: “Da quel periodo è cambiato tanto. Quella vittoria avrebbe potuto dare all’Inter una soddisfazione, tornando dopo 10 anni in una finale europea. Si è toccato il fondo per il rapporto che si era creato tra società e allenatore. Nonostante i problemi che si erano venuti a creare, Conte è stato riconfermato e da lì il gruppo si è compattato, sia per quanto riguarda la squadra, sia per la dirigenza. L’Inter ha tirato fuori il meglio. E nonostante la società interista stia attraversando un problema grave, la società si è compattata invece di sfaldarsi e la squadra è diventata ciò che vediamo”.

I valori della società nerazzurra

Interrogato sui meriti che ha la rosa e quelli che ha Conte, Fabrizio Biasin afferma: “A livello di rosa credo che Inter e Juventus siano equivalenti, forse i bianconeri hanno qualcosa in più nei singoli, ma non a livello di squadra. Come squadra i nerazzurri sono costruiti meglio, la differenza sta nel chi è in panchina. Da un lato abbiamo uno degli allenatori più bravi d’Italia e d’Europa, dall’altro un neo-allenatore che per forza di cose ha pagato le difficoltà dell’esordio. La differenza però, non sta solo in questo, ma anche nel fatto che da una parte la società ha costruito una squadra, dall’altra parte c’è una società che da un paio d’anni sta commettendo errori, comprando ottimi calciatori ma non costruendo la squadra. Secondo me sono nettamente le squadre più forti della Serie A, senza togliere nulla al Milan che sta compiendo un’impresa stando al secondo posto. Mi immaginavo che l’Inter potesse vincere lo scudetto, ma non con queste distanze ad aprile. I nerazzurri hanno trovato gli incastri giusti”.

Le differenze tra Serie A e Champions League

Sul successo che l’Inter sta avendo in Italia a differenza delle competizioni europee in cui è reduce da tre flop, Biasin risponde: Credo sia un problema di assetto. Ad inizio stagione l’Inter ha provato a fare qualcosa di poco “Contiano”, giocando un calcio più offensivo, spostato in attacco. Quando poi Conte ha deciso di tornare sui suoi passi, sulla sua idea di calcio, trovando anche un assetto definitivo, l’Inter è diventata la squadra solida di adesso. Questa squadra può arrivare tra le prime otto d’Europa, quella di prima era disordinata. L’idea di calcio di Conte è solidità e praticità”.

L’Inter e la Nazionale italiana

Successivamente, Biasin si sofferma sull’italianità che ha adesso la squadra interista, esprimendo il suo parere: Per me il merito principale è di Marotta, spesso mi ha confermato di voler dare all’Inter un’impronta italiana. Non per una questione estetica, ma per la costruzione di un gruppo di lavoro. Avere l’impronta nazionale, può aiutare tutto il gruppo, favorendo anche l’integrazione degli stranieri. L’Inter ha preso giocatori italiani forti: Sensi sappiamo quanto può valere, Barella adesso è uno dei migliori centrocampisti in Italia, Bastoni anche, D’Ambrosio è lì da una vita. Penso sia soprattutto merito loro, hanno creato un gruppo che gli ha permesso di crescere, e Conte quando si fissa, ti fa crescere anche a calci. Sono stati anche fortunati nel trovare un allenatore che li faccia lavorare”.

Proprio grazie alla Nazionale, Stefano Sensi si è rivisto dopo i diversi infortuni e Biasin spiega come può inserirsi negli schemi di Conte considerando le prestazioni di Brozovic ed Eriksen: “Stefano Sensi era titolare ad inizio stagione. Conte lo mise subito in campo dopo che fu acquistato, mentre tutti credevano che avrebbe fatto panchina. Se Sensi ritrova la condizione fisica e mentale, Conte non vede l’ora di farlo giocare. L’Inter migliore è proprio quella con in campo Stefano Sensi. Quella attuale mi piace tanto, ma quella lì dalla trequarti in su faceva vedere le cose più belle”.

Conte e la gestione dei giocatori

Durante l’ultimo anno Antonio Conte ha dato nuova vita a diversi giocatori che sembravano dovessero lasciare la società meneghina (Eriksen, Skriniar, Brozovic, Lautaro, Perisic). Da separati in casa sono diventati i punti fermi di questa Inter, Fabrizio Biasin commenta: “Spesso ci fissiamo sul mercato, invece le risorse l’Inter le aveva in casa. I nerazzurri non fanno mercato da praticamente un anno. Gli ultimi acquisti sono stati Vidal e Kolarov che abbiamo visto pochissimo. Darmian ha fatto il suo dovere, e Conte lo ha voluto sapendo di poter fare affidamento su di lui. L’allenatore, nel momento in cui ha visto che l’Inter non poteva fare mercato, ha fatto dei passi indietro, dando una possibilità ad Eriksen. Ha puntato su Perisic a tutta fascia, ha insistito su Skriniar. Il merito di tutto questo è soprattutto dell’allenatore. Anche i giocatori però hanno lavorato. Tra questi mi ha sorpreso di più Skriniar, un anno fa era fuori dall’Inter. E’ riuscito ad effettuare una crescita, dopo aver avuto tanti problemi nel passare dalla difesa a quattro a quella a tre. Un progresso così significa essere di fronte alla massima rappresentazione del professionista del calcio”.

Lukaku ha preso l’Inter per mano

Non ci ha messo molto Romelu Lukaku a cancellare dalla testa dei tifosi interisti Mauro Icardi, e a Biasin viene chiesto se l’attaccante argentino sarebbe stato utile in questa Inter: Lukaku sta facendo cose senza senso. E’ fuori concorso, è diventato decisivo a tutti i livelli. Non solo per i gol, ma anche per quello che fa per i compagni. All’inizio ero scettico per il costo del suo cartellino, se fosse giusto spendere così tanto per un solo giocatore che oltretutto arrivava da una stagione complicata. Conte ha ampiamente vinto la sua scommessa. Mauro Icardi è un tipo di giocatore diverso. I due non sono paragonabili, l’argentino è il terminale offensivo di una squadra che gioca per lui, Lukaku è un giocare a 360°. Ci sono squadre costruite per avere un attaccante come Icardi e squadre per averne uno come Lukaku, anzi due, Lukaku e Lautaro Martinez”.

Brozovic, il leader silenzioso

Secondo Fabrizio Biasin, Marcelo Brozovic e Christian Eriksen sono i rappresentanti della “nuova” Inter: “Considerando gli ultimi tre-quattro anni, Brozovic è stato il punto di riferimento della squadra, nonostante tutte le sue contraddizioni. E’ stato l’elemento che ha fatto più cose, ha toccato più palloni, è stato criticato. Possiamo definirlo un leader silenzioso? Un po’ si, perché è stato sempre decisivo e cruciale. Dai suoi piedi sono passati la maggior parte dei palloni. Da quando Conte ha inserito Eriksen, Brozovic si è liberato da alcune resposabilità. Per il quadriennio da Spalletti in poi ti dico Brozovic, per l’ultimo periodo Eriksen, ha trasformato il centrocampo dell’Inter forse in quello più forte d’Italia“.

Il nuovo logo e i piani societari

Successivamente, Fabrizio Biasin parla del nuovo logo presentato nelle scorse settimane e su quello che si auspica avvenga a livello societario: “Il nuovo logo può piacere o no, l’idea di modernizzare serve a mantenere l’Inter al livello dei club “moderni”. La società se può, resterà al comando, questo è però un grande punto interrogativo. E’ difficile fare informazione su questa cosa, nessuno ha notizie, tutti hanno indiscrezioni, più o meno credibili, ma nessuno può sapere effettivamente come andranno le cose. Io spero che la famiglia Zhang rimanga. Nessuno sa cosa avviene in Cina, ma questa famiglia ha portato l’Inter dal 7° al 1° posto in Italia“.

Le critiche al gioco di Conte

Nelle ultime settimane si è aperto il dibattito tra chi preferisce il bel calcio e chi guarda solo il risultato, Biasin ha le idee chiare: L’Inter gioca bene, chi dice il contrario o vuole rompere le scatole o non capisce di calcio. La squadra è solida, difficile farle gol, difficile superarla, se contro il Cagliari , in porta ci fosse stato chiunque altro, il risultato non sarebbe cambiato (ride). Poi c’è il tiki takache è un’altra cosa. Il calcio dell’Inter è la rappresentazione di ciò che vuole l’allenatore. Questa squadra funziona molto bene”.

In chiusura, Fabrizio Biasin si sbilancia e dà il suo pronostico sulla vittoria del campionato di Serie A: Vince l’Inter perché se l’è meritato. E’ stata la squadra più continua, ha dimostrato di essere la squadra più meritevole sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista dell’applicazione in campo”.

Continua a leggere

Notizie

Inter, Lukaku: “Serie A difficile, ma siamo affamati. Il mio complice è Lautaro”

Pubblicato

il

Inter-Milan

Lunga chiacchierata di Romelu Lukaku sulla pagina Instagram “433”. Il centravanti che a suon di gol sta trascinando l’Inter verso la conquista dello scudetto numero 19 (quest’anno, 21 reti in 29 presenze in campionato), è ormai un vero e proprio leader sia in campo che nello spogliatoio, e in una diretta streaming, racconta della sua esperienza in Italia, del rapporto con i compagni di squadra e del metodo di lavoro utilizzato dal suo allenatore Antonio Conte, capace di fare esprimere al meglio lui e tutta la squadra nerazzurra.

Il percorso di crescita dei nerazzurri

“Big Rom”, con consapevolezza, parla del percorso di crescita compiuto dalla formazione meneghina fino a questo momento della stagione: “Io mi sento bene. Ci aspettano ancora tanti incontri da giocare, ma siamo affamati e vogliamo raggiungere i nostri risultati. Nello scorso anno abbiamo avuto diversi alti e bassi. Stiamo lavorando duramente ora e in questa stagione abbiamo fatto tutti quanti un salto in avanti”.

Il leader nerazzurro, continua analizzando la stagione in corso e più nello specifico il campionato di Serie A, secondo lui, diverso dagli altri tornei in cui ha militato: “Qui ogni incontro è un test differente. Siamo sempre messi alla prova a livello tattico. Questo fattore mi fa migliorare come calciatore, bisogna sempre impegnarsi. E’ un campionato molto difficile, devi farti trovare sempre pronto e in ogni partita devi essere ben preparato. Non mi aspettavo che saremmo stati così in alto a questo punto della stagione. Cerchiamo sempre la soluzione migliore e difendiamo bene. Credo che il portiere Handanovic e i difensori stiano facendo un ottimo lavoro. Noi attaccanti siamo consapevoli che se non concediamo nulla dietro, prima o poi riusciremo a fare gol”.

L’arma vincente di Conte: il sacrificio

Successivamente, il calciatore belga, parla del suo rapporto con i compagni del reparto offensivo e svela il tipo di sacrificio che il tecnico salentino, Antonio Conte, chiede ai suoi attaccanti: “Conte ci dice sempre che l’attaccante è il primo difensore. Per questo, io, Lautaro Martinez, Alexis Sanchez e Pinamonti ci impegniamo molto per provare a bloccare la costruzione del gioco della difesa avversaria. Cerchiamo di rendergli la vita difficile. Credo che siamo tutti e quattro attaccanti generosi e di questo ne trae beneficio tutta la squadra”.

Romelu Lukaku prosegue esprimendo entusiasmo in merito al nuovo logo presentato dalla società nerazzurra nelle scorse settimane: “E’ una versione moderna. Il nuovo logo è parte del processo di modernizzazione del club. Negli ultimi dieci anni, tutti si aspettavano di vedere l’Inter di nuovo al vertice e io non vedo l’ora di far vedere la nuova maglia della prossima stagione”.

Il rapporto con Lautaro Martinez

Verso la fine, il numero 9 dell’Inter tramite un botta e risposta svela qualche piccola curiosità su di lui e sul modo del calcio: “Il mio “partner in crime” è Lautaro Martinez. Se devo dire chi è la leggenda di questo club, dico Javier Zanetti. Uno dei migliori terzini della storia del calcio? Ti direi sicuramente Roberto Carlos”. Alla domanda in cui gli viene chiesto quante lingue sa parlare, Romelu Lukaku risponde: “Credo di saper parlare sette lingue: spagnolo, italiano, portoghese, francese, fiammingo, inglese e lingala (lingua parlata nella Repubblica Democratica del Congo, ndr)”.

Per concludere, Big Rom, rivela un aneddoto legato alla sua attività fisica, in particolar modo sul metodo di allenamento da quando è arrivato in Italia: “Quanto peso riesco a sollevare in panca piana? Quando avevo 15 anni sollevavo 100 kg. Da quando sono in Italia però non posso più farlo. Ho provato ad allenarmi così il primo giorno, i preparatori atletici mi hanno guardato male. L’unica cosa che posso fare in palestra sono degli esercizi per migliorare la coordinazione, attraverso delle bande elastiche poste attorno al bacino per trovare la stabilità”.

Continua a leggere

Notizie

Inter, Maicon: “Il campionato è già in casa nerazzurra, ma tutto può succedere”

Pubblicato

il

Maicon, Inter

In un’intervista rilasciata al portale “Il Veronese”, Maicon Douglas Sisenado, indimenticato terzino del “Triplete” nerazzurro, attualmente calciatore del Sona, società che milita in Serie D, ha rivissuto i momenti di quell’annata magica e ha fatto un’analisi sul campionato di Serie A e più in particolare sulla stagione dell’Inter. Il brasiliano ha dato ormai per certa la vittoria della squadra di Antonio Conte dichiarando: Per l’esperienza che ho da calciatore, ti direi che il campionato è praticamente finito, è già in casa dell’Inter. Tutto però può ancora succedere, ci sono squadre fortissime. Vedo giocare la squadra e per quello che sta facendo è superiore. Devono continuare a comportarsi bene”.

Maicon, che con la maglia dell’Inter ha vissuto uno dei momenti più importanti della sua carriera e della storia nerazzurra, continua rivivendo quel periodo e ricordando quella che secondo lui è stata la partita più bella giocata con l’Inter: “Oltre alla finale di Madrid contro il Bayern Monaco, ci sono state tante altre partite che porto con me dell’esperienza all’Inter. Una che magari nessuno ricorda è sempre contro il Bayern, la vittoria per 2-3 (15 marzo 2011, ndr). Tutti dicevano che saremmo stati eliminati perché avevamo perso l’andata, quindi era difficilissimo ribaltarla, e al ritorno loro erano in vantaggio per 2-1. Poi è andata male, ma quella partita mi è rimasta dentro”.

Successivamente, Maicon ricorda il famoso episodio vissuto con Josè Mourinho nella sfida in trasferta contro il Siena, vinta per 1-2 grazie alla sua doppietta: “Era una partita difficile, arrivava prima della vacanze di Natale. Tutti i sudamericani in quel periodo tornano a casa, così avevo fatto una scommessa con Mourinho: se nel finale di gara fossimo stati in vantaggio, avrei preso la quinta ammonizione così da restare una settimana in più in Brasile. Lui mi rispose che se avessi fatto due gol andava bene. Quando ho fatto il secondo gol, lui è corso da me per non farmi togliere la maglia e quindi ammonire, ma ormai l’avevo tolta (ride, ndr).

In chiusura, il terzino brasiliano racconta di come ricorda i momenti vissuti all’Inter e dei rapporti che ha ancora con i suoi vecchi compagni: “Abbiamo ancora il gruppo del Triplete, parliamo molto e resteremo legati per tutta la vita. Sono arrivato all’Inter nel 2006 e sono stato venduto nel 2011, sono passati tantissimi giocatori in quegli anni. Però solo quel gruppo è riuscito a fare il Triplete. Il capitano Zanetti merita tutto quello che ha avuto, un professionista come pochi”.

Continua a leggere

Notizie

Inter, Berni: “Handanovic difficile da sostituire. Conte? Ha un carisma fortissimo”

Pubblicato

il

Handanovic, portiere dell'Inter

Tommaso Berni, ex terzo portiere dell’Inter, ritiratosi al termine dello scorso campionato, ha parlato a “Sky Sport”, collegandosi da Ibiza, città in cui si è trasferito dopo aver lasciato il calcio giocato. Berni ha commentato la stagione di Samir Handanovic, avendo condiviso lo spogliatoio con l’attuale numero 1 interista per 6 campionati: “Può capitare qualche disattenzione in alcune partite, ma su di lui non ho mai avuto dubbi. E’ determinante in molte gare, ho trascorso con lui sei anni”.

L’ex portiere, nato a Firenze nel 1983, continua esprimendo il suo parere sull’importanza dell’estremo difensore sloveno per la società meneghina: “Nel nostro ruolo, l’incertezza si paga di più rispetto che negli altri. Io non ho dubbi, Samir sarà difficile da sostituire nei prossimi anni. Nello spogliatoio è stato spesso menzionato l’obiettivo del suo primo titolo”.

In conclusione, Tommaso Berni racconta del rapporto vissuto con l’allenatore Antonio Conte, esprimendo parole di rispetto per il tecnico salentino: Ha un carisma fortissimo, è un professionista esemplare. Quando ho lasciato l’Inter, gli ho detto che avrebbe sicuramente cominciato a vincere. Mi avrebbe fatto molto piacere se fosse stato all’Inter durante i miei sei anni trascorsi in nerazzurro. Mi fa piacere che ora stiano arrivando i frutti del suo lavoro”.

Continua a leggere

I più letti