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Inter, rabbia e furore? Solo in situazione di svantaggio

Antonio Conte, allenatore dell'Inter
Antonio Conte, allenatore dell'Inter

Tante, troppe volte l’Inter è andata in svantaggio in questa stagione: Fiorentina, Milan, Real Madrid, Parma e Torino. Oltre il numero di gol subiti che evidenzia lacune monstre con una difesa a tre molto ballerina, il vero problema è capire perché quella grinta e quella rabbia agonistica si vedano solamente nei momenti più difficili. Facile sarebbe la risposta alla domanda: se si è sotto bisogna fare qualcosa per recuperare, ma allora il vero quesito è: perché l’Inter soffre così tanto nelle partite e domina solo quando è sull’orlo del precipizio? Difficile darsi una risposta, di sicuro è chiaro che la squadra abbia un potenziale enorme e che nelle situazioni di tempesta si esalti, ma ciò non giustifica i cortocircuiti che l’hanno sempre accompagnata da qui a inizio stagione. Il campionato è lungo e i punti da conquistare sono molti, sarebbe più facile riuscire a conquistarli senza dover sempre rincorrere.

Antonio Conte, allenatore dell'Inter
Antonio Conte, allenatore dell’Inter

Inter, il paradosso nel gioco: è più sicura quando soffre

In questa stagione si è vista un’Inter a tratti. A volte sul campo è stata visibile la creatura che Antonio Conte vorrebbe vedere in campo, altre volte timide comparse che non rispecchiano né gioco né anima del suo allenatore.

Arrembante, agguerrita e furente solo quando è stata chiamata a ritornare dagli inferi. Questa è la fotografia perfetta dell’Inter, capace di sbranare l’avversario solo dopo essere stata bastonata. Un vero paradosso quindi, più viene attaccata più risponde, più deve attaccare più fatica. Rispetto ad un anno fa la Beneamata ha ottenuto meno punti e ha incassato anche molti più gol, sinonimo di una fragilità mentale prima che tecnica. Serve velocemente ritrovare il timone della nave sin dal 1′ e non sperare nel miracolo e nello scatto d’orgoglio dopo essere stai feriti. E’ necessario un cambio di rotta e ritornare a essere lupi dall’istante in cui l’arbitro fischia perché altrimenti si rischierebbe una stagione da agnellini.

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