Inter, l’importanza di chiamarsi Stefan De Vrij

Inter, De Vrij fondamentale nello scacchiere tattico di Conte

Le copertine, questa mattina, sono tutte meritatamente dedicate a Nicolò Barella. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il centrocampista dell’Inter, con un tiro a giro di rara bellezza, ha deciso la partita contro il Verona e ha regalato tre punti fondamentali in ottica Scudetto alla compagine nerazzurra. Un avvio di stagione, quello dell’ex Cagliari, che ha mostrato la bontà dell’investimento da quasi 50 milioni di euro effettuato dal club meneghino. Quantità e qualità al servizio della squadra, con buona pace dei detrattori.

Barella man of the match, ma una menzione particolare spetta, ancora una volta, all’inossidabile Stefan De Vrij, sempre più prezioso nello scacchiere tattico di Antonio Conte. Contro il Verona un’altra prova superba del difensore, fondamentale nel dettare i tempi della retroguardia nerazzurra e nel mantenere alta la linea per portare una pressione costante nella metà campo degli scaligeri. In anticipo, in marcatura, di testa, De Vrij c’è sempre. E alle caratteristiche da centrale di razza, l’ex Lazio, in queste prime dodici giornate, è riuscito ad abbinare anche una tecnica sopraffina da regista puro. La manovra offensiva dell’Inter, infatti, parte sempre dai suoi piedi e, in più occasioni, è stato lo stesso classe ’92 a rifinire l’azione e a verticalizzare per gli attaccanti. Un leader silenzioso arrivato in punta di piedi e diventato, in poco tempo, il punto di riferimento assoluto della difesa nerazzurra.

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