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Inter, la difesa è il primo attacco: l’importanza del terzetto titolare

Stefan De Vrij, Inter
Stefan De Vrij, difensore dell'Inter

Minuti 67′ e 74′ della gara con il Torino, minuti chiave. Non sono solo i momenti in cui l’Inter si stava gettando a capofitto nel tentativo di ribaltare il risultato, ma sono stati anche i momenti in cui hanno fatto il loro ingresso in campo Milan Skriniar e Stefan De Vrij. Entrati sul terreno di gioco la squadra ha cambiato volto: in primis in termini di aggressività, era infatti evidente come i due centrali, appena recuperata palla, velocizzassero la manovra verticalizzando il gioco e proponendosi direttamente verso la metà campo avversaria (cosa fino a quel momento mai vista, con una difesa timida) e, in secondo luogo, come avessero infuso sicurezza agli altri compagni.

Del loro impatto ne ha beneficiato subito Alessandro Bastoni, il terzo componente della difesa titolare che era partito tra gli 11 schierati da Conte a differenza dello slovacco e dell’olandese. Si è potuto lanciare più volte verso il centrocampo granata, restando sicuro di un’adeguata copertura dietro da parte degli altri due.

Milan Skriniar, difensore dell'Inter
Milan Skriniar, difensore slovacco dell’Inter

Inter, servono i tre moschettieri in difesa: con loro la squadra è più solida

Il 3 secondo la letteratura dantesca e la religione è il numero perfetto. Non sarà della stessa opinione l’Inter che ha potuto schierare Skriniar-De Vrij -Bastoni solo in tre occasioni su 12 uscite stagionali.

Davvero poca roba se si considera il potenziale che ha in serbo il pacchetto difensivo nerazzurro. Oltre alla pericolosità anche nell’area avversaria con i tre centrali che possono salire per andare a colpire di testa (vista anche l’altezza), la squadra ne giova sotto tutti i punti di vista quando sono tutti e tre in campo. Già con il Torino si era avuta questa sensazione, confermata anche dalla partita precedente dei nerazzurri in casa dell’Atalanta (tra le mura amiche una vera e propria macchina da gol), a cui a parte il tiro di Miranchuk, non era stato concesso nulla fino a quel momento. Con i tre moschettieri la squadra cambia, è più impavida e spigliata, rischia meno e attacca di più. Sono necessari tutti in una stagione lunga e difficile come questa, ma se si desse continuità al terzetto composto dallo slovacco dall’olandese e dall’italiano, probabilmente non si dovrebbe ricorrere a cambi in corso di difensori che diano una svolta alla partita.

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