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Inter, è Lukaku-dipendenza: e le alternative?

Lukaku è l’arma in più di questa Inter, ma non dev’essere l’unica a disposizione di Antonio Conte. Tuttavia, la delusione più grande giunge dalle sue potenziali alternative

Esultanza di Sanchez e Lukaku
Esultanza al goal di Sanchez contro il Torino (@imagephotoagency)

A due partite dal termine del girone di andata, in casa Inter prendono forma i primi bilanci. In una stagione classica, non segnata da una pandemia, i parametri da valutare sono sempre gli stessi: il calciomercato, il gioco ed i risultati. Il Covid ha, però, accelerato il tutto in casa nerazzurra, così come in ciascun club di Serie A.

L’Inter ha dalla sua uno zoccolo duro che si è formato già nella scorsa stagione, mantenendo anche lo stesso allenatore che l’ha condotta in finale di Europa League. Paradossalmente, i recenti risultati hanno posto proprio Conte sul banco degli imputati, alla luce di sostituzioni poco efficaci ed un gioco che spesso si spegne sul più bello. Il tutto fa pensare ad una dipendenza da Lukaku, sia dal punto di vista delle reti segnate che da quello del calcio espresso.

Antonio Conte, allenatore dell'Inter
Antonio Conte, allenatore dell’Inter

Inter, Conte e il piano B: ma i risultati ci sono

Dopo l’eliminazione dalla Champions League, Conte rispose indispettito ad un Fabio Capello curioso di conoscere il piano B della sua Inter. Il riferimento era a quel 352, scritto su tavola di pietra al pari di un Comandamento biblico e difficilmente modificabile dal tecnico salentino. Uscendo per un attimo dallo schema, troviamo la Benamata a tre punti dal primo posto di Serie A ed un Lukaku a tre reti da Cristiano Ronaldo nella classifica marcatori. I risultati, dunque, soddisfano e fanno ben sperare a questo punto della stagione.

Tuttavia, osservando le partite dell’Inter balza agli occhi la volontà quasi sistematica di rifugiarsi nella giocata semplice, la più immediata di tutte: il passaggio in verticale verso Big Rom. Che sia un lancio o arrivi radente al suolo, il pallone giunge a Lukaku un’infinità di volte. E ciò è un bene, sia per la corretta riuscita della manovra offensiva, sia per la centralità di un calciatore spesso sottovalutato in carriera. Ma cosa accade se il belga si assenta? Oppure, semplicemente, ha una giornata storta?

Ivan Perisic, giocatore dell'Inter
Ivan Perisic, giocatore dell’Inter

Inter, che fatica senza Lukaku: Sanchez e Perisic rimandati

L’impatto di Lukaku sul mondo Inter è stato devastante, sia in questa che nella scorsa stagione. Parlano i numeri e parla soprattutto la fame percepita attraverso le sue dichiarazioni. L’ex United ha trovato finalmente la sua dimensione, calandosi nel ruolo di trascinatore e divenendo il vero top player di Conte. Accade, però, che anche l’attaccante osservi un turno di riposo o, ancor più raramente, abbia una giornata storta. I problemi dell’Inter in questo senso sono emersi nelle ultime due gare, una persa a Genova e l’altra pareggiata con la Roma.

Nella prima, l’assenza di Lukaku dall’inizio ha consegnato un’importante chance a Sanchez, fallita con il rigore calciato tra le mani di Audero. Contro i giallorossi, invece, la continuità di prestazione del suo partner Lautaro non è stata proseguita dal subentrato Ivan Perisic. Le due punte di riserva hanno entrambe mostrato evidenti lacune, gettando ombre sulla tenuta di un’Inter senza Lukaku. Ecco perché il belga è da preservare, ma allo stesso tempo impossibile da sostituire.

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