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Inter: Dzeko il cigno di Sarajevo

Edin Dzeko è troppo vecchio? non è in grado di sostituire Lukaku? La storia di un calciatore che non ha paura

Edin Dzeko con la maglia della Roma
Edin Dzeko con la maglia della Roma

Si rincorrono ormai da giorni le prime critiche dell’acquisto di Edin Dzeko in casa Inter. Considerato un calciatore ormai sul viale del tramonto vista l’età, un attaccante non in grado di sostituire degnamente Lukaku, un uomo ormai privo della voglia di migliorarsi e mettersi in gioco. Proviamo a capire perché in realtà Edin Dzeko da Sarajevo è tutto l’opposto, un guerriero silenzioso che non ha mai avuto paura.

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L’infanzia vissuta nella guerra con un pallone tra i piedi

Edin nasce a Sarajevo, il 17 marzo 1986, in un paese falcidiato ormai da tantissimi anni di guerra (5 aprile 1992 – 29 febbraio 1996). L’infanzia di Dzeko praticamente non esiste, o meglio è costretto a diventare un uomo praticamente fin da subito. La passione per il calcio nasce dentro di lui rapidamente già da bambino. Appena ne ha l’occasione Edin non curante delle raccomandazioni materne si butta in strada con gli amici per giocare, nulla di strano fin qui, una situazione capitata quasi a tutti. Il problema è che ogni volta che Edin indossa gli scarpini (forse) e scende per giocare rischia di essere colpito da un proiettile vagante o nel caso peggiore da un bombardamento. Il destino bussa per la prima volta a casa Dzeko una mattina del 1993: un giorno di ordinaria follia come tanti altri ormai per Edin, si prepara, chiama gli amici, è pronto per scendere ancora una volta con quel pallone che tanto ama. Lui stesso non si spiega ancora oggi perché proprio quel giorno ascolta la preghiera della madre di restare in casa. Il risultato è che qualche istante dopo il campetto dove Edin doveva giocare viene letteralmente raso al suolo da due granate.

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Edin Dzeko
Edin Dzeko

L’impatto con il calcio vero

Neanche i primi passi nel mondo del calcio che conta per Dzeko sono stati facili. Inizia le giovanili in ritardo data la situazione disastrosa del suo paese, grazie soprattutto alla spinta di suo padre (anch’egli calciatore) che lo porta nella sua prima squadra di calcio, lo Željezničar di Sarajevo. Il fisico è già imponente, ma viene schierato trequartista, Edin sembra impacciato, non è a suo agio. Tant’è che appena arriva l’occasione il club se ne libera immediatamente cedendolo al Teplice. Il destino torna a bussare alla porta di Dzeko ma stavolta lo fa con le migliori intenzioni. L’allenatore della vecchia squadra infatti è un certo Jiří Plíšek, il primo uomo che decide di puntare fortemente su di lui. Plíšek é certo del suo talento, dopo essersi separato anch’egli dallo Željezničar, lo chiede immediatamente in prestito nella sua nuova squadra, il Teplice non ci pensa due volte e lo lascia andare. Edin si sposta dal ruolo di trequartista a quello di prima punta e finalmente riesce a far emergere tutto il suo sconfinato talento. Da quel momento la carriera di Dzeko decolla, fa vedere a tutta Europa la sua capacità di segnare gol a raffica, il modo egregio con il quale riesce a difendere la palla spalle alla porta, il sacrificio con cui aiuta tutta la squadra per 90 minuti. Chi crede subito in lui è il Wolfsburg, con il quale vince una clamorosa ed inaspettata Bundesliga segnando 26 gol. Risulta determinante anche in Inghilterra dove aiuta a vincere il titolo al Man City dopo 44 anni. Per ultimo non per importanza il suo passaggio alla Roma in Italia dove vive momenti difficili ma riesce comunque a diventare uno se non il giocatore più importante della squadra capitolina indossando anche la fascia da capitano.

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Lukaku e Dzeko
Lukaku e Dzeko

Dzeko è pronto per un’altra sfida e non ha paura

Immaginare Dzeko che ha paura di prendersi la responsabilità di sostituire Lukaku sembra veramente impossibile data la sua storia. Ogni volta che si presenta davanti ai microfoni traspare tutta la sua timidezza, si riesce a vedere un uomo in evidente difficoltà davanti a domande sulla pressione psicologica, le critiche dei media oppure quelle dei tifosi. Dzeko la parola paura l’ha conosciuta da bambino per problemi molto più gravi, ora vuole solo divertirsi e fa sognare tutti i tifosi nerazzurri.

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