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Inter, disastro nel derby col Milan: ecco tutti gli errori di Conte

Antonio Conte, allenatore dell'Inter
Antonio Conte, allenatore dell'Inter

Dopo la sosta per le nazionali, l’Inter si presenta al derby con ben sette indisponibili a causa del covid-19 e delle squalifiche. I nerazzurri hanno offerto una prestazione assolutamente insufficiente e sono usciti con le ossa rotte, lasciando i tre punti al Milan di Stefano Pioli. I rossoneri sono partiti subito meglio sin dai primi minuti, mettendo il match in cassaforte con due gol che hanno letteralmente stroncato i ragazzi allenati da Conte. Il mister salentino purtroppo non è esente da colpe, a cominciare dal suo integralismo estremo per quanto riguarda modulo e schemi di gioco. Date le assenze soprattutto in difesa, questa poteva essere la partita giusta per passare ad un più prudente 4-3-1-2 con combo a centrocampo, in modo da non dover essere costretti a giocare con ben due terzini adattati al centro della difesa. Ma l’Inter è scesa in campo col solito 3-5-2. La difesa ha rappresentato un punto debole notevole, con Kolarov in grande affanno per tutti i novanta minuti.

Christian Eriksen centrocampista dell'Inter
Christian Eriksen, trequartista danese dell’Inter

Inter, la squadra non ingrana

Un altro punto cardine di questo derby è sicuramente l’approccio della squadra passivo e rinunciatario. L’Inter ha cominciato a giocare soltanto sul doppio svantaggio, attaccando a testa bassa senza mai giocare in maniera corale, ma affidandosi spesso all’iniziativa dei singoli. La scelta di Barella schierato nella posizione di trequartista ha fatto molto discutere, perché l’ex Cagliari riesce a dare il meglio di sé quando ricopre il ruolo di mediano o di mezz’ala. Roberto Mancini in nazionale sta riuscendo e esaltare al massimo la qualità di Barella, ma Conte preferisce schierare lui fuori ruolo piuttosto che far scendere in campo Christian Eriksen.

Il fantasista danese continua a trovare pochissimo spazio e probabilmente finirà sul mercato: Antonio Conte non apprezza minimamente le sue qualità, preferendo addirittura schierare un altro suo compagno di squadra fuori ruolo. Un altro tasto dolente del derby è rappresentato dal gioco espresso: per lunghi tratti abbiamo assistito al più vecchio degli schemi, ovvero palla lunga a Lukaku che deve difendersi spalle alla porta e giocare di sponda. I limiti dell’Inter di Conte sono evidenti e se l’allenatore non comincerà a cambiare qualcosa, la vittoria di un trofeo rimarrà un tabù.

Lukaku, attaccante dell'Inter

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Romelu Lukaku

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