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Inter, da bunker a colabrodo: i numeri della difesa

Godin, De Vrij e Skriniar
Godin, De Vrij e Skriniar, difensori dell'Inter

Inter, Conte a lavoro per sistemare la difesa

É risaputo che, soprattutto in Italia, i campionati si vincono grazie ad una comprovata solidità difensiva. E l’Inter, per poter puntare ancora più in alto, dovrà migliorare specialmente sotto questo punto di vista. Questione di meccanismi più che di uomini, visto che i vari Skriniar, De Vrij, Godin e Bastoni sarebbero più che sufficienti a raggiungere l’obiettivo. La dimostrazione di quanto detto arriva direttamente da Napoli, dove la coppia di centrali composta da Koulibaly e Manolas, ai nastri di partenza, era stata designata dagli addetti ai lavori la migliore del campionato nostrano. I quindici gol subiti in dodici giornate e il settimo posto in classifica, però, basterebbero per considerare fallaci le premesse iniziali.

Ritornando ai problemi di casa Inter, l’involuzione difensiva sembra essere partita dalla gara con il Sassuolo, in occasione del ritorno in campo dopo la prima pausa per gli impegni delle nazionali. Una vera e propria linea di demarcazione, visto che fino a quel momento Handanovic aveva subito soltanto sette reti tra Serie A e Champions League, di cui quattro da superpotenze del calibro di Barcellona e Juventus. Da quel momento i nerazzurri hanno mantenuto la porta inviolata soltanto a San Siro contro il Borussia Dortmund. Un piccolo campanello d’allarme, se si considera che lo scorso anno la squadra di Spalletti ha raggiunto il quarto posto proprio grazie ad una retroguardia di ferro.

Tra le cause di questa inversione di tendenza le difficoltà mostrate da alcuni giocatori nell’apprendimento dei dettami legati ad un sistema difensivo a tre e le prestazioni altalenanti di Godin, considerato uno dei fiori all’occhiello della campagna acquisti nerazzurra. In più l’infortunio di D’Ambrosio, attento e scrupoloso in entrambe le fasi di gioco rispetto ai più offensivi Candreva e Lazaro, ha rallentato il relativo processo di crescita. Toccherà a Conte, ora, riprendere le misure e trasformare la retroguardia nerazzurra in un fortino inespugnabile.

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