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Inter, Biasin: “I nerazzurri hanno meritato lo scudetto. Conte decisivo. Su Zhang…”

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Conte e Lukaku, Inter

Fabrizio Biasin, giornalista sportivo di Libero, in un‘intervista rilasciata ai microfoni di “FooballNews24.it, ha fatto un’analisi a tutto tondo della stagione dell’Inter, che viaggia spedita in vetta alla classifica di Seria A. Interrogato sulla questione scudetto, Biasin risponde:L’inter gioca bene e merita. E’ questione di tempo, di aritmetica, manca poco. I nerazzurri sono ad un passo dal 19° scudetto della loro storia, interrompendo il dominio della Juventus in Italia. Conte crea (l’impero Juve), Conte distrugge l’egemonia bianconera, reinterpretando Lavoisier e la legge di conservazione di massa. L’Inter si avvicina allo scudetto meritatamente, grazie ad un percorso di crescita e maturazione fatto negli ultimi anni”.

I passaggi fondamentali della stagione

Biasin continua ripercorrendo il periodo che va dalla scorsa finale di Europa League persa contro il Siviglia con il conseguente possibile addio di Conte, fino ad arrivare all’ultimo successo contro il Cagliari, analizzandone il cambiamento: “Da quel periodo è cambiato tanto. Quella vittoria avrebbe potuto dare all’Inter una soddisfazione, tornando dopo 10 anni in una finale europea. Si è toccato il fondo per il rapporto che si era creato tra società e allenatore. Nonostante i problemi che si erano venuti a creare, Conte è stato riconfermato e da lì il gruppo si è compattato, sia per quanto riguarda la squadra, sia per la dirigenza. L’Inter ha tirato fuori il meglio. E nonostante la società interista stia attraversando un problema grave, la società si è compattata invece di sfaldarsi e la squadra è diventata ciò che vediamo”.

I valori della società nerazzurra

Interrogato sui meriti che ha la rosa e quelli che ha Conte, Fabrizio Biasin afferma: “A livello di rosa credo che Inter e Juventus siano equivalenti, forse i bianconeri hanno qualcosa in più nei singoli, ma non a livello di squadra. Come squadra i nerazzurri sono costruiti meglio, la differenza sta nel chi è in panchina. Da un lato abbiamo uno degli allenatori più bravi d’Italia e d’Europa, dall’altro un neo-allenatore che per forza di cose ha pagato le difficoltà dell’esordio. La differenza però, non sta solo in questo, ma anche nel fatto che da una parte la società ha costruito una squadra, dall’altra parte c’è una società che da un paio d’anni sta commettendo errori, comprando ottimi calciatori ma non costruendo la squadra. Secondo me sono nettamente le squadre più forti della Serie A, senza togliere nulla al Milan che sta compiendo un’impresa stando al secondo posto. Mi immaginavo che l’Inter potesse vincere lo scudetto, ma non con queste distanze ad aprile. I nerazzurri hanno trovato gli incastri giusti”.

Le differenze tra Serie A e Champions League

Sul successo che l’Inter sta avendo in Italia a differenza delle competizioni europee in cui è reduce da tre flop, Biasin risponde: Credo sia un problema di assetto. Ad inizio stagione l’Inter ha provato a fare qualcosa di poco “Contiano”, giocando un calcio più offensivo, spostato in attacco. Quando poi Conte ha deciso di tornare sui suoi passi, sulla sua idea di calcio, trovando anche un assetto definitivo, l’Inter è diventata la squadra solida di adesso. Questa squadra può arrivare tra le prime otto d’Europa, quella di prima era disordinata. L’idea di calcio di Conte è solidità e praticità”.

L’Inter e la Nazionale italiana

Successivamente, Biasin si sofferma sull’italianità che ha adesso la squadra interista, esprimendo il suo parere: Per me il merito principale è di Marotta, spesso mi ha confermato di voler dare all’Inter un’impronta italiana. Non per una questione estetica, ma per la costruzione di un gruppo di lavoro. Avere l’impronta nazionale, può aiutare tutto il gruppo, favorendo anche l’integrazione degli stranieri. L’Inter ha preso giocatori italiani forti: Sensi sappiamo quanto può valere, Barella adesso è uno dei migliori centrocampisti in Italia, Bastoni anche, D’Ambrosio è lì da una vita. Penso sia soprattutto merito loro, hanno creato un gruppo che gli ha permesso di crescere, e Conte quando si fissa, ti fa crescere anche a calci. Sono stati anche fortunati nel trovare un allenatore che li faccia lavorare”.

Proprio grazie alla Nazionale, Stefano Sensi si è rivisto dopo i diversi infortuni e Biasin spiega come può inserirsi negli schemi di Conte considerando le prestazioni di Brozovic ed Eriksen: “Stefano Sensi era titolare ad inizio stagione. Conte lo mise subito in campo dopo che fu acquistato, mentre tutti credevano che avrebbe fatto panchina. Se Sensi ritrova la condizione fisica e mentale, Conte non vede l’ora di farlo giocare. L’Inter migliore è proprio quella con in campo Stefano Sensi. Quella attuale mi piace tanto, ma quella lì dalla trequarti in su faceva vedere le cose più belle”.

Conte e la gestione dei giocatori

Durante l’ultimo anno Antonio Conte ha dato nuova vita a diversi giocatori che sembravano dovessero lasciare la società meneghina (Eriksen, Skriniar, Brozovic, Lautaro, Perisic). Da separati in casa sono diventati i punti fermi di questa Inter, Fabrizio Biasin commenta: “Spesso ci fissiamo sul mercato, invece le risorse l’Inter le aveva in casa. I nerazzurri non fanno mercato da praticamente un anno. Gli ultimi acquisti sono stati Vidal e Kolarov che abbiamo visto pochissimo. Darmian ha fatto il suo dovere, e Conte lo ha voluto sapendo di poter fare affidamento su di lui. L’allenatore, nel momento in cui ha visto che l’Inter non poteva fare mercato, ha fatto dei passi indietro, dando una possibilità ad Eriksen. Ha puntato su Perisic a tutta fascia, ha insistito su Skriniar. Il merito di tutto questo è soprattutto dell’allenatore. Anche i giocatori però hanno lavorato. Tra questi mi ha sorpreso di più Skriniar, un anno fa era fuori dall’Inter. E’ riuscito ad effettuare una crescita, dopo aver avuto tanti problemi nel passare dalla difesa a quattro a quella a tre. Un progresso così significa essere di fronte alla massima rappresentazione del professionista del calcio”.

Lukaku ha preso l’Inter per mano

Non ci ha messo molto Romelu Lukaku a cancellare dalla testa dei tifosi interisti Mauro Icardi, e a Biasin viene chiesto se l’attaccante argentino sarebbe stato utile in questa Inter: Lukaku sta facendo cose senza senso. E’ fuori concorso, è diventato decisivo a tutti i livelli. Non solo per i gol, ma anche per quello che fa per i compagni. All’inizio ero scettico per il costo del suo cartellino, se fosse giusto spendere così tanto per un solo giocatore che oltretutto arrivava da una stagione complicata. Conte ha ampiamente vinto la sua scommessa. Mauro Icardi è un tipo di giocatore diverso. I due non sono paragonabili, l’argentino è il terminale offensivo di una squadra che gioca per lui, Lukaku è un giocare a 360°. Ci sono squadre costruite per avere un attaccante come Icardi e squadre per averne uno come Lukaku, anzi due, Lukaku e Lautaro Martinez”.

Brozovic, il leader silenzioso

Secondo Fabrizio Biasin, Marcelo Brozovic e Christian Eriksen sono i rappresentanti della “nuova” Inter: “Considerando gli ultimi tre-quattro anni, Brozovic è stato il punto di riferimento della squadra, nonostante tutte le sue contraddizioni. E’ stato l’elemento che ha fatto più cose, ha toccato più palloni, è stato criticato. Possiamo definirlo un leader silenzioso? Un po’ si, perché è stato sempre decisivo e cruciale. Dai suoi piedi sono passati la maggior parte dei palloni. Da quando Conte ha inserito Eriksen, Brozovic si è liberato da alcune resposabilità. Per il quadriennio da Spalletti in poi ti dico Brozovic, per l’ultimo periodo Eriksen, ha trasformato il centrocampo dell’Inter forse in quello più forte d’Italia“.

Il nuovo logo e i piani societari

Successivamente, Fabrizio Biasin parla del nuovo logo presentato nelle scorse settimane e su quello che si auspica avvenga a livello societario: “Il nuovo logo può piacere o no, l’idea di modernizzare serve a mantenere l’Inter al livello dei club “moderni”. La società se può, resterà al comando, questo è però un grande punto interrogativo. E’ difficile fare informazione su questa cosa, nessuno ha notizie, tutti hanno indiscrezioni, più o meno credibili, ma nessuno può sapere effettivamente come andranno le cose. Io spero che la famiglia Zhang rimanga. Nessuno sa cosa avviene in Cina, ma questa famiglia ha portato l’Inter dal 7° al 1° posto in Italia“.

Le critiche al gioco di Conte

Nelle ultime settimane si è aperto il dibattito tra chi preferisce il bel calcio e chi guarda solo il risultato, Biasin ha le idee chiare: L’Inter gioca bene, chi dice il contrario o vuole rompere le scatole o non capisce di calcio. La squadra è solida, difficile farle gol, difficile superarla, se contro il Cagliari , in porta ci fosse stato chiunque altro, il risultato non sarebbe cambiato (ride). Poi c’è il tiki takache è un’altra cosa. Il calcio dell’Inter è la rappresentazione di ciò che vuole l’allenatore. Questa squadra funziona molto bene”.

In chiusura, Fabrizio Biasin si sbilancia e dà il suo pronostico sulla vittoria del campionato di Serie A: Vince l’Inter perché se l’è meritato. E’ stata la squadra più continua, ha dimostrato di essere la squadra più meritevole sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista dell’applicazione in campo”.

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Inter, Di Marzio: “Non credo che Conte vada via. Poi è chiaro che…”

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Di Marzio, esperto di mercato

Durante il pomeriggio di Sky Sport 24, Gianluca Di Marzio, giornalista Sky ed esperto di calciomercato ha espresso il suo parere su Antonio Conte e sul futuro in nerazzurro. Nonostante le parole dell’allenatore salentino che dopo la gara tra Spezia ed Inter, hanno fatto sorgeree qualche dubbio in merito alla sua permanenza alla guida dell’Inter, Di Marzio afferma: Se Conte rimane all’Inter? Non credo ci siano molti dubbi. A breve vincerà il titolo e gli resta ancora un anno di contratto, anche molto importante a livello economico”.

Conte e le garanzie della società

Il giornalista continua il suo intervento su Sky Sport 24: Non credo ci sia la possibilità che Antonio Conte vada via. Poi è chiaro che anche lui voglia capire quale sarà l’idea della società per il prossimo anno. Oggi, né lui e né i dirigenti ne sono a conoscenza”. Gianluca Di Marzio conclude il suo pensiero soffermandosi sulla proprietà nerazzurra: Zhang prima vuole raggiungere l’obiettivo. Dopo, quando arriverà in Italia, è da diversi giorni che lo aspettano, dirà cosa si potrà fare e cosa no, quanto si potrà investire. L’Inter ha avuto dei problemi nel pagamento degli stipendi. C’è una situazione economica che è pesante. Dovrà intervenire lui, dato che la cessione societaria non è avvenuta”.

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Inter, Dybala: “Lo scudetto andrà all’Inter. Fui vicino ai nerazzurri, ma…”

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Dybala, attaccante della Juventus

Durante una diretta streaming sulla piattaforma Twitch, è tornato a parlare la Joya, Paulo Dybala. In una chiacchierata sul canale dello streamer Ibai Llanos, l’attaccante della Juventus, che ha vissuto un’annata non troppo positiva sia a livello personale che di squadra, ha parlato della stagione attuale, raccontando anche diversi aneddoti del suo passato. Uno di questi è una clamorosa rivelazione di mercato che vede coinvolta la società dell’Inter: “Quando ero al Palermo, seppi che ci fu un forte interesse dell’Inter, ma il presidente Zamparini non volle vendermi. Non ci furono altre offerte da Spagna e Inghilterra“.

Sulla stagione attuale

Successivamente, l’attaccante argentino ha parlato della stagione non troppo positiva vissuta quest’anno dalla sua squadra, la Juventus: “Abbiamo la finale di Coppa Italia da giocare e abbiamo vinto la Supercoppa italiana contro il Napoli. Ovviamente è un anno negativo perché non vinceremo lo scudetto che andrà all’Inter“. La Joya continua, auspicandosi che il prossimo anno sia diverso da quello vissuto in questa stagione: “Speriamo di fare meglio il prossimo anno, imparando dagli errori”. In chiusura, Paulo Dybala confessa di avere difficoltà nel riuscirsi a smarcarsi da difensori come Sergio Ramos e Koulibaly, e di aver paura di Chiellini: “Hai sempre paura che ti dia una botta”.

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Inter, addio a Pirelli: in arrivo un nuovo sponsor

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Pirelli, main sponsor Inter

Con il ritorno in Italia di Steven Zhang che sembrerebbe ormai vicino. Il presidente nerazzurro oltre al futuro societario che non appare ancora ben chiaro, dovrà sciogliere un’altra riserva per il futuro dell’Inter: il nuovo sponsor. Il main sponsor Pirelli ha l’accordo in scadenza il prossimo 30 giugno, e si dovrà così trovare una nuova azienda che vorrà apporre il proprio logo sulla maglia nerazzurra a partire dalla prossima stagione. Secondo Tuttosport ci sarebbero diverse aziende che vorrebbero prendere il posto dell’ormai storico sponsor Pirelli, ma secondo il quotidiano torinese, una sarebbe in vantaggio sulle altre.

La vittoria dello scudetto farebbe gola a diverse aziende

Secondo quanto scritto da Tuttosport, nonostante i tempi ormai si stiano facendo stretti, la vittoria dello scudetto potrebbe agevolare le trattative, in quanto il nome sulla maglia della possibile prima squadra della Serie A sembrerebbe far gola a diverse aziende. Secondo il quotidiano torinese, in corsa per sponsorizzare la società interista, pare ci sia Samsung, multinazionale sudcoreana di prodotti elettronici, nota in tutto il mondo. La stessa azienda, sarebbe già in contatto con la Serie A per far apparire il suo nome vicino alla nuova sala Var. Dal quotidiano si apprende che le due trattative non sarebbero collegate tra loro, e potrebbero proseguire in maniera parallela dato che le cifre sarebbero molto diverse.

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Inter, Zhang sta per tornare a Milano: quale sarà il futuro dei nerazzurri?

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Zhang, presidente Inter

Dovrebbe rientrare in Italia entro la prossima settimana Steven Zhang. Secondo quanto scritto da La Gazzetta dello Sport, il presidente nerazzurro sarebbe atteso a Milano prima della sfida di Crotone, la quale potrebbe essere decisiva per lo scudetto. La domanda che Conte e tifosi si pongono è: quale sarà il futuro dell’Inter?

Suning alla ricerca di un socio

La rosea continua spiegando che l’obiettivo di Suning resta uno, ovvero quello di trovare socio per 250 milioni e mantenere il controllo del club interista. Secondo il quotidiano milanese, i sondaggi del patron nerazzurro ora si sarebbero spostati negli Stati Uniti. Antonio Conte nel frattempo, vorrebbe capire quali siano i piani per il prossimo anno e la Gazzetta spiega: Conte ha il contratto per un’altra stagione. Da 13 milioni netti. Nel mondo Inter sta benissimo, con i giocatori ha un feeling speciale che si percepisce, non ha la minima volontà di lasciare”. Quindi dato che la base di partenza sarebbe una certezza, la chiarezza sarebbe la svolta per fare il passo successivo. Oltre all’allenatore salentino, secondo la rosea, anche gli altri dirigenti vorrebbero capire le strategie societarie per il futuro. Per la GdS, gli errori da non ripetere sarebbero quelli della scorsa estate, quando i nerazzurri partirono forte sul mercato con l’acquisto di Hakimi, ma il mercato si fermò praticamente a quel punto. Secondo la rosea, non ci sarebbero segnali di smantellamento della rosa (ma probabilmente dovrà essere puntellata) e se l’obiettivo sarà quello di diventare protagonisti in Europa, il resto dovrebbe arrivare di conseguenza.

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Inter, Paolillo: “Lavoro pazzesco di Conte. Lo scudetto è un premio anche per Marotta”

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Ernesto Paolillo, ex dirigente dell'Inter

Intervistato dal portale NicoloSchira.com, Ernesto Paolillo, ex amministratore delegato dell’Inter, torna a parlare dei nerazzurri, esprimendo anche un parere sull’argomento caldo degli ultimi giorni, la Super League. Sulla squadra allenata da Antonio Conte, Paolillo ha affermato: Provo emozioni molto forti nel vedere l’Inter lottare per lo scudetto. Mi fanno rivivere l’entusiasmo di un gruppo e di un’Inter che vuole vincere, soprattutto nel modo in cui festeggiano le vittorie e i gol segnati”.

Sulla stagione della Beneamata e sulla Superlega

Ernesto Paolillo continua a parlare della squadra nerazzurra: “Antonio Conte ha fatto un lavoro pazzesco, mi auguro che possa vincere lo scudetto. Anche per premiare il lavoro che stanno facendo i due dirigenti Beppe Marotta e Alessandro Antonello. Meriterebbero di aprire un ciclo vincente, con tanti scudetti. Sono rimasto molto sorpreso da Eriksen, ha superato un momento molto difficile a livello psicologico. Era stato messo in discussione e avrebbe potuto cedere. Invece ha lottato, diventando un giocatore fondamentale”. L’ex dirigente dell’Inter, prosegue esprimendo il suo parere sul momento finanziario che sta vivendo la proprietà interista: “Non credevo potessero esserci questi problemi con Suning, ma non è colpa loro. In Cina, dopo il Covid-19 è cambiato tutto, con il governo cinese che ha messo delle limitazioni sugli investimenti esteri, rendendo tutto complicato. Suning non poteva fare altro che adeguarsi. Marotta e Antonello sono stati bravi a tenere su la squadra nonostante il momento difficile, quando non potevano pagare gli stipendi. Loro hanno la piena fiducia del gruppo, e infatti la squadra non ne ha risentito. Questo è un grande merito”. In chiusura, Paolillo fa una considerazione sulla Super League: “Al posto di Suning mi sarei schierato dalla parte di Karl-Heinz Rumenigge e non avrei mai aderito alla Supelega”.

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Inter, Zamorano: “Orgoglioso di questa maglia. In nerazzurro porterei Mbappe”

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Mbappé, attaccante del PSG

Ivan Zamorano, ex attaccante dell’Inter, rimasto nei cuori dei sostenitori nerazzurri, durante il Q&A di StarCasinò Sport, ha risposto alle domande e curiosità dei tifosi. L’ex calciatore cileno ha raccontato del suo rapporto con il mondo interista: Quando arriva un calciatore all’Inter, il tifoso nerazzurro non lo dimentica mai. Il sostenitore interista ha grande passione e sentimento, sa anche soffrire, è questa la differenza rispetto agli altri. Per questo sono orgoglioso di aver indossato questa maglia“.

Aneddoti e curiosità della sua carriera

Ivan Zamorano ricorda alcuni dei momenti vissuti in maglia nerazzurra. In particolare dell’amicizia con Ronaldo, testimoniata da un abbraccio con il Fenomeno dopo un Brasile-Cile: “Quella foto non era solo il simbolo dell’amicizia con Ronaldo, ma anche l’orgoglio di rappresentare l’Inter. Per me quella foto ha un enorme significato”. Del suo passato all’Inter, un aneddoto che in molti ricordano è la sua maglia con il numero 1+8: “Dopo il Mondiale in Francia, Ronaldo era giù di morale. Mi chiamarono Moratti e Mazzola, chiedendomi di ridargli il numero 9 per portargli un po’ di gioia. Quando a me toccò scegliere il nuovo numero, chiesi un numero a due cifre la cui somma dovesse essere 9. In mezzo però volevo un “+”, non sapevamo se si potesse fare. Dopo Mazzola mi chiamò dicendomi che Moratti chiese in Federazione e non c’erano problemi. Inizialmente, il più era fatto dal magazziniere con il nastro, poi ci pensò lo sponsor. Per me è stata la reinvenzione di un numero mitico. In un certo periodo, la mia maglia è stata la più venduta in Italia. Ronaldo era il numero uno al mondo, sono stato felice di dargli la numero 9″.

Cosa gli è rimasto dell’Inter

Il cileno continua a rispondere alle domande e si sofferma sui ricordi che gli sono rimasti dell’Inter: “Per me l’Inter è amore, passione e sentimento. Il mio carattere nel giocare a calcio è molto simile alla storia nerazzurra. Nei cinque anni che sono stato a Milano, sono stato benissimo. Ogni volta che torno sembra che non me ne sia mai andato. Per me è bellissimo il ricordo della gente, di San Siro e dell’Inter”. Verso la conclusione, Zamorano ricorda quella che per lui è stata la serata più bella vissuta nella sua esperienza in nerazzurro: “La finale di Coppa Uefa a Parigi, nel 1998. Una serata magica sia per me che per i tifosi. Se mi avessero chiesto prima di sognare quello che sarebbe avvenuto il giorno dopo, non avrei mai sognato una serata fantastica come è realmente stata. Indimenticabile”. Ivan Zamorano indica un calciatore che porterebbe assolutamente all’Inter: “Porterei subito Kylian Mbappe. E’ un giocatore che ha un grandioso futuro e tutta la qualità per essere un calciatore fantastico in Europa”. Zamorano, conclude esprimendo un parere sui suoi connazionali cileni, adesso in nerazzurro: “Arturo Vidal e Alexis Sanchez stanno benissimo e possono contribuire al progetto Inter vincendo tanto”.

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Inter, Marotta si dimetterà dalla carica di Consigliere Federale della Lega

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Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter

La Super League potrebbe avere diverse ripercussioni sul calcio italiano. Secondo il Corriere dello Sport, domani a Milano, durante l’assemblea dei club di Serie A, Beppe Marotta rassegnerà le proprie dimissioni dalla carica di Consigliere Federale della Lega, carica fino ad ora condivisa con il presidente della Lazio, Claudio Lotito. Secondo la testata romana, la mossa sarebbe stata anticipata prima della partita Spezia-Inter di ieri sera.

La richiesta di Cairo e il suo possibile sostituto

Nei giorni scorsi, a chiedere a gran voce le dimissioni di Beppe Marotta era stato il patron del Torino, Urbano Cairo, che durante una telefonata con l’Ansa aveva dichiarato: “Tu sei amministratore delegato dell’Inter, società che ha concepito insieme ad altre undici il progetto Superlega. Non puoi rappresentare la Serie A in Figc, perché stai attentando alla vita di una associazione. Chi lo ha concepito (il progetto Superlega, ndr), deve dimettersi e vergognarsi. La stessa cosa vale per ndrea Agnelli”. Per il Corriere dello Sport, restano da capire quale atteggiamento ci sarà nei confronti di Paolo Scaroni (Presidente del Milan) e Andrea Agnelli (Presidente della Juve). Il quale in questo momento non avrebbe alcun ruolo specifico. In passato però, nessuno avrebbe chiesto l’esclusione dalla Serie A di Inter, Juve e Milan, come dichiarato ieri da Luca Percassi.

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Inter, Sabatini: “Campionato vinto a La Spezia. Non è tutto merito di Conte”

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Sandro Sabatini, giornalista di Mediaset

Negli studi Mediaset, durante la trasmissione sportiva Pressing Serie A, in onda su Italia 1, Sandro Sabatini, giornalista di Sport Mediaset, ha commentato così la stagione nerazzurra: L’Inter ha vinto il campionato a La Spezia, quando il Milan ci ha perso. Possiamo fare un applauso ad Antonio Conte per aver recuperato Ivan Perisic e Christian Eriksen, due calciatori che hanno giocato le ultime due finali Champions League con il Bayern Monaco e il Tottenham. Due ottimi campioni, due grandi giocatori che fanno essere Conte decisivo per i nerazzurri e non il contrario. Non possiamo paragonarli a Bastoni, che è stato valorizzato da Conte”.

“Non è tutto merito di Conte”

Il giornalista di Sport Mediaset, durante la trasmissione andata in onda nella serata di ieri continua sull’Inter: Non possiamo dire che è tutto merito di Antonio Conte, i meriti vanno riconosciuti anche alla società. Gli acquisti sono stati fatti dalla società, da Zhang. Ricordiamoci che Nicolò Barella e Achraf Hakimi sono stati pagati 50 milioni di euro l’uno, Romelu Lukaku 80 milioni. Sono soldi che ha messo Zhang, il merito va dato anche a lui”. Il giornalista di Sport Mediaset, Sandro Sabatini conclude il suo intervento esprimendosi sul futuro di Antonio Conte: “Conte ha un contratto e deve rispettarlo”.

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Inter, Conte, una condizione per restare: la richiesta dell’allenatore

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Antonio Conte, allenatore dell'Inter

Con la vittoria del campionato che si avvicina, e i tifosi che hanno iniziato già a fare il conto alla rovescia, il futuro dell’Inter sembrerebbe sempre più incerto. Alle vicende societarie, secondo La Repubblica, si sarebbero aggiunti i dubbi dell’allenatore Antonio Conte. Stando a quanto si apprende dal quotidiano, la permanenza del tecnico salentino non sarebbe scontata. Le perplessità dell’allenatore emergerebbero anche dalle parole pronunciate ieri nella conferenza stampa dopo il pareggio contro lo Spezia: “A fine stagione si dovrà fare chiarezza”. Conte resterebbe volentieri al comando della flotta nerazzurra, scrive Repubblica, ma vuole garanzie tecniche.

Cosa chiede Conte alla società

Secondo il quotidiano, a tenere legato Antonio Conte all’Inter, oltre all’affetto per i giocatori, i quali stanno dando tanto anche grazie a lui, sarebbe il contratto ricchissimo che ha. Nella stagione prossima, il tecnico nerazzurro andrebbe a guadagnare 13.5 milioni di euro netti. Da ciò che scrive La Repubblica, il discorso di Conte sarebbe: “Resto volentieri, ma voglio di garanzie che progetto sportivo continui ad alti livelli”. Secondo il quotidiano, l’obiettivo dell’allenatore sarebbe quello di andare avanti nelle fasi eliminatorie di Champions League. Quindi, secondo il quotidiano, Antonio Conte sarebbe lieto di restare solo se la società darà all’allenatore una squadra capace di dire la sua anche in Europa, altrimenti chissà.

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Inter, il calo fisiologico non rallenta la corsa allo scudetto

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Abbraccio Inter

Nonostante i pareggi arrivati nelle ultime due giornate di campionato, l’Inter continua a vedere sempre più vicino il traguardo scudetto. Dopo undici vittorie consecutive, un rallentamento può essere considerato fisiologico. E come sottolinea La Gazzetta dello Sport, malgrado ieri non siano arrivati i tre punti, la formazione di Conte è riuscita comunque a migliorare la propria classifica. I nerazzurri hanno guadagnato un punto sui cugini del Milan, grazie alla vittoria per 1-2 del Sassuolo di Roberto De Zerbi, incrementando il vantaggio a dieci punti.

9 punti alla conquista del campionato

Se nella sfida di questa sera all’Olimpico di Roma, l’Atalanta di Gasperini dovesse battere i giallorossi, si porterebbe in seconda posizione, con un punto in più sul Milan e a 9 lunghezze di distanza dall’Inter. Nove, esattamente gli stessi punti che mancano alla squadra di Antonio Conte per raggiungere la vittoria del diciannovesimo scudetto. I nerazzurri con tre vittorie nelle prossime tre gare di campionato chiuderebbero così la pratica. Ai nerazzurri spettano tre sfide sulla carta non proprio proibitive: domenica ospiteranno il Verona di Ivan Juric a San Siro, poi trasferta a Crotone e infine possibile “finale” in casa, contro la Sampdoria dell’ex Claudio Ranieri. Con 9 punti l’Inter potrebbe così festeggiare la vittoria della Serie A il 9 maggio.

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