Inter, Bastoni: “Sogno la fascia da capitano. Trofei? Magari quest’anno…”

Inter, Bastoni: “Vi spiego perchè il 95”

Alessandro Bastoni è senza ombra di dubbio una delle rivelazioni del nostro campionato. Molti avevano già intravisto le sue qualità durante la scorsa stagione, quando ha giocato in prestito al Parma, ma quest’anno è avvenuta la sua definitiva consacrazione. Per l’Inter questa non è una novità, visto che nell’estate del 2017 ha puntato fortemente su di lui, investendo più di 30 milioni di euro per ottenere il suo cartellino dall’Atalanta. Per conoscere meglio la sua personalità ed il suo modo di essere, Inter TV lo ha intervistato e Bastoni ha parlato innanzitutto della scelta del suo numero: “Mio fratello è nato nel ’95. Io, fin dai tempi della prima chiamata dall’Atalanta, gli ho promesso che avrei vestito il numero del suo anno di nascita. Sono molto legato a lui e alla mia famiglia. In campo li porto sempre con me”.

Inter, Bastoni tra il passato ed il futuro

Bastoni ha parlato anche del suo passato: “Per 10 anni ho fatto avanti e indietro dal mio paese a Bergamo per andare agli allenamenti. Sono 130 km di distanza e ovviamente devo ringraziare mio padre per avermi aiutato a coronare il mio sogno. Lui era un giocatore della Cremonese, è arrivato anche in Serie B, ma non è riuscito a fare il salto definitivo. Ha capito i suoi errori e ha fatto sì che io non li ripetessi”. Il classe ’99 ha continuato elencando i suoi hobby: “Innanzitutto sono un appassionato di basket, è uno sport che mi piace anche per l’ambiente che lo circonda, è molto differente da quello calcistico. Gioco molto alla play e sono anche abbastanza bravo, però con i compagni di solito giochiamo a freccette. Da piccolo collezionavo le carte dei calciatori panini, ora mi fa strano vedermi sugli album, è una sensazione particolare“.

Per concludere Bastoni ha parlato dei suoi sogni e di quale esperienza gli abbia cambiato maggiormente la vita: Spero che l’Inter diventi la mia seconda pelle, mi piacerebbe un giorno indossare la fascia da capitano. Inoltre vorrei alzare un trofeo con questa squadra, magari già quest’anno! L’esperienza che mi ha segnato è stata senza ombra di dubbio la morte della mia migliore amica. Da quel momento ho capito quali siano i valori veramente importanti della vita e ho imparato a lamentarmi di meno di ciò che mi accade. Non la dimenticherò mai”.

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