Calciomercato, a gennaio la parola d’ordine è vendere!

Marco Torretta
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Il secondo posto in campionato, con la vetta distante solo un punto e alla portata viste le quote scudetto in netto ribasso dei bookmakers presenti in questa lista dei casino online mobile, ha alleviato la delusione per la mancata qualificazione agli ottavi di Champions League. L’Inter non è riuscita neppure a guadagnarsi l’Europa League e, al di là delle conseguenze sportive ed economiche, il fallimento dell’obiettivo europeo costringerà il club a rimodellare la rosa a disposizione di Conte, già da gennaio.

Ok ai prestiti?

Il monte ingaggi, alto dopo gli acquisti da “usato sicuro” in estate, è ora la prima preoccupazione per Marotta e Ausilio. È per questo motivo che si tenterà in tutti i modi di abbassarlo, aprendo probabilmente anche a qualche prestito. La strategia societaria, in questo senso, cambierà: Zhang aveva posto un diktat inderogabile, no ai prestiti.

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Il riferimento va ovviamente a Radja Nainggolan, chiesto a più riprese dal Cagliari. Peccato, però, che i sardi non abbiamo mai messo sul piatto un’offerta ragionevole dal punto di vista economico, puntando di fatto ad avere il giocatore gratis per un’altra stagione. Ora si apre uno spiraglio, l’obiettivo dell’Inter è liberarsi di ingaggi pesanti, anche temporaneamente, e attutire le perdite derivanti dall’uscita prematura in Europa.

Le cessioni, quindi, saranno fondamentali per poter pensare anche a qualche colpo in entrata che possa incastrarsi meglio nel piano tattico di Conte. L’impegno europeo verrà a mancare e non è da escludere una cessione, ancora a titolo temporaneo (Ranocchia?), in difesa, così come la posizione di Pinamonti è assolutamente in bilico. Conte non ritiene il prodotto del vivaio nerazzurro all’altezza del ruolo di vice-Lukaku e ora scompare anche il vantaggio di inserirlo nella lista UEFA come calciatore cresciuto nel club. Sul piede di partenza anche Matias Vecino: in questo caso, però, l’Inter punta ad utilizzare il cartellino dell’uruguaiano come pedina di scambio per arrivare a quello che potrebbe diventare il vero obiettivo della prossima sessione di calciomercato. Ma ne parleremo in seguito.

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La questione Eriksen

C’è poi la questione Eriksen: il danese è divenuto, col passare dei mesi, sempre più marginale nel progetto di Conte. Nessuno ha mai messo in discussione il valore dell’ex Tottenham, il vero problema è riuscire a piazzarlo a gennaio alle migliori condizioni per l’Inter. Che, lo ricordiamo, lo pagò 20 milioni di euro (autentico prezzo di saldo) offrendogli un contratto fino al 2024 da 7.5 milioni di euro a stagione più bonus. Una cessione immediata, insomma, genererebbe quasi certamente una minusvalenza.

Eriksen continua ad avere mercato in Premier League: il Manchester United, ad oggi, è ritenuta la destinazione più probabile a gennaio, sullo sfondo anche il Chelsea e l’Arsenal che, però, è alle prese con un disastroso avvio di stagione.

Eriksen, centrocampista dell'Inter
Eriksen, centrocampista dell’Inter

I possibili obiettivi di mercato

Vecino, Nainggolan, Eriksen: tutti sacrificabili, come detto, ma una tripla cessione costringerebbe l’Inter ad intervenire sul mercato per mettere a posto, numericamente e qualitativamente, il centrocampo. Il nome che, da tempo ormai, stuzzica i vertici nerazzurri è quello di Rodrigo De Paul: l’argentino è valutato 35 milioni di euro dall’Udinese che non è propensa a particolari sconti. Insomma, visto che si andrebbe a risparmiare sull’ingaggio del giocatore (attualmente, in Friuli, percepisce 1 milione di euro l’anno), l’Inter potrebbe pensare di reinvestire i circa 15 milioni messi in preventivo dalla vendita di Eriksen per dare a Conte la mezzala di qualità che chiede da tempo.

Vecino, invece, potrebbe essere la carta giusta per arrivare a Milik: il polacco sarà libero dal Napoli a partire da giugno ma la concorrenza sarà spietata, Juve in testa. Anticiparla e accontentare i partenopei col cartellino di un giocatore che piace a Gattuso potrebbe essere una mossa intelligente e che andrebbe a risolvere definitivamente il problema del ruolo di vice-Lukaku.

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